Meno tre all'alba. Di una nuova Roma, sempre a stelle e strisce, ma profondamente diversa, non più bostoniana ma texana, non più di Pallotta e soci ma del gruppo Friedkin. Lunedì la definitiva fumata bianca, che di fatto ci sarà nella nostra città. Perché si sta parlando di una società italiana, la nostra Roma, e le firme devono essere messe sul territorio italiano davanti a un notaio nostro connazionale. E succederà a un passo dal Quirinale, studio legale Chiomenti, dove si presenteranno i legali delle parti con la penna in mano e i documenti finali di una trattativa iniziata quasi un anno fa. Tutti gli studi legali coinvolti nel deal, stanno lavorando agli ultimi dettagli. Tanto per dire: tutti i componenti del nuovo Consiglio d'amministrazione che sarà, da Dan a Ryan Friedkin, per poter avere diritto a entrare nelle loro funzioni, devono avere un codice fiscale italiano, altrimenti non si può fare che diventino membri di un Cda di una società tricolore. Pare che le richieste siano state già fatte e, dopo una mezza giornata, i codici fiscali siano stati già consegnati.

In queste vicende l'esperienza insegna che fino a quando non si arriva al brindisi, è sempre meglio usare la prudenza. Giusto, ma è anche vero che in questo deal i rischi che un contrattempo dell'ultimo minuto faccia saltare la chiusura, sono davvero ridotti al minimo. Soprattutto perché i Friedkin hanno già versato una sostanziosa caparra (si sussurra intorno ai cinquanta milioni, in pratica il venticinque per cento del totale) che induce a pensare che sia praticamente impossibile tornare indietro pena la perdita della caparra. Lunedì al momento delle firme saranno contemporaneamente versati il resto dei soldi pattuiti, in pratica una cifra intorno ai centocinquanta milioni (centonovantanove meno la caparra). E a quel punto il dado sarà tratto.

In questi giorni si sta lavorando forte anche a Londra, cuore della City, pure qui studio Chiomenti, per mettere a punto gli ultimi dettagli. Nella capitale inglese tra oggi e domani ci saranno riunioni per definire le linee strategiche per il futuro del club. C'è chi assicura che a Londra ci sia già Ryan Friedkin, segnalato da qualche giorno in Europa, ma al momento non è dato sapere se il baby potrà essere presente a Roma per le firme. C'è un problema di pandemia, problema che ora sta bloccando anche papà Dan a Houston, in quel Texas dove è stato superato il mezzo milione di contagiati. A Londra, comunque, è molto probabile che, alla presenza del dottor Barnaba che farà parte del nuovo consiglio d'amministrazione romanista, si parlerà del prossimo direttore sportivo. Le ultime a proposito indicano un ritorno di fiamma per Berta, che lascerà l'Atletico, ma ancora più in ascesa le chance di Ramon Planes, segretario tecnico del Barcellona. Nel caso, speriamo che sia il Ramon giusto.