Non parlategli di emozione. Non accennategli neppure che non è mai facile giocare contro una ex squadra come la Fiorentina, due anni in viola, settantacinque partite totali, quindici i gol. Non provate neppure a dirgli che magari qualche volta potrebbe essere più opportuno tirare indietro la gamba. Doveste farlo, Jordan Veretout potrebbe rispondervi male.

Perché il francese arrivato lo scorso anno dalla Fiorentina con la formula del prestito (un milione), più un obbligo di riscatto fissato a sedici milioni (e un altro paio di bonus che se seguita così, ci sa tanto che bisognerà pagarli), è uno che non guarda in faccia nessuno. Mediano, trequartista, all'occorrenza pure regista, è un centrocampista che si sta rivelando un uomo chiave di questa Roma fonsechiana che da sei partite a questa parte sta diventando sempre più bella e convincente.

Soprattutto il francese si sta rivelando decisivo. Come ha fatto ieri sera contro la sua vecchia Fiorentina. Due calci di rigore trasformati con la freddezza di chi ha la testa lucida e i piedi buoni. E c'erano entrambi caro (anzi no) signor Adani, commentatore tecnico di Sky. Dire che non c'è un uomo al mondo che avrebbe fischiato il secondo rigore, minimo è una falsità, perché uno c'è ed è chi sta scrivendo.

Ma le garantiamo signor Adani che ce ne sono altre migliaia che quel rigore l'avrebbero fischiato, Terracciano falcia Dzeko, punto. Scusateci per la digressione, ma non ce la facciamo più (magari non sarà professionale, ma chissenefrega) ad ascoltare questo ostracismo nei confronti di una Roma che contro la viola, oltretutto, ha giocato una delle partite migliori della stagione, confermando di essere in continua crescita, soprattutto da un punto di vista della condizione atletica, elemento che non può che confortare pensando al sei agosto, sfida degli ottavi di Europa League contro il Siviglia del senor Monchi.

Ma torniamo al signor Jordan Veretout, il giocatore che in questo infinito e faticoso spezzone di campionato post Covid, si sta rivelando l'uomo in più di una Roma che, dopo un inizio balbettante, ora sembra essere in crescita esponenziale, sedici punti nelle ultime sei partite, la sensazione di un costante miglioramento fisico, tattico, tecnico.

Una Roma sempre più trascinata da questo ragazzo francese che, con le due reti segnate alla sua ex squadra, è arrivato a quota sette in stagione, sei in campionato, uno in Europa (a Istanbul), sei trasformando calci di rigore che, comunque, bisogna metterli in porta. «Una bella vittoria, stasera abbiamo giocato bene. Loro ci hanno concesso poche occasioni, e noi dobbiamo segnare ancora di più, ma penso che stasera abbiamo fatto una buona partita con un buon atteggiamento», ha detto il francese a Roma Tv dopo la gara.

Ma al di là del numero dei gol, Veretout sta convincendo per come sta in campo, con una dinamicità che gli vorremmo rubare, un senso del gioco che non è da tutti, formando una coppia con Diawara che sta dando sempre più risposte importanti lì in mezzo al campo dove, come diceva un signore chiamato Nils Liedholm, si vincono le partite. In questo senso l'unica preoccupazione relativa al francese arrivato da Firenze, è che purtroppo non ci sarà nella sfida contro il Siviglia. Dovrà scontare un turno di squalifica e Fonseca di sicuro di questo non sarà contento perché sarà difficile doverci rinunciare in una partita in cui si giocherà tutto in novanta minuti (e se si dovesse arrivare ai calci di rigore, la sua assenza speriamo di non doverla rimpiangere).

«Dobbiamo solo concentrarci sulla stagione, non è finito il campionato, mancano due partite - ha puntualizzato Veretout -. Abbiamo 4 punti su Milan e Napoli, ma non è finita. Dobbiamo recuperare perché mercoledì ci sarà una sfida molto difficile contro il Torino. Pensiamo solo al Torino adesso». Auguriamoci che la Roma possa garantire al francese comunque un ritorno in Europa per il quarto di finale.

Nell'attesa la società giallorossa faccia attenzione a manovre di mercato che vorrebbero il francese indirizzato a giocare con il Napoli nella prossima stagione. Nei giorni scorsi sono state molte le voci, alimentate dal suo procuratore Giuffredi, che vorrebbero già fatto il trasferimento di Veretout sotto il Vesuvio. Giuffredi, da sempre molto vicino alla proprietà del Napoli, fa il suo mestiere, ma prima di dare per fatto un affare che tutto è meno che concluso, farebbe bene ad avvertire la Roma con cui il suo assistito ha un contratto per altre quattro stagioni, scadenza il trenta giugno del 2024.

Alla Roma, infatti, di questa cessione al Napoli non ne sanno nulla, anzi ci tengono a far sapere che i rapporti con la società di De Laurentiis tutto sono meno che idilliaci, conseguenza della denuncia fatta dal club azzurro in occasione della partita al San Paolo di qualche settimana fa, quando i discepoli del presidente dissero che c'erano troppi tesserati giallorossi in campo, un numero esagerato rispetto alle norme da rispettare per il Covid. E, aggiungono sempre dalla Roma, non c'è nessuna intenzione di privarsi del francese dopo appena un anno, a meno che, ovviamente, De Laurentiis non si presenti con i trentotto milioni che dovrebbe incassare per la probabile cessione di Allan all'Everton di Ancelotti.

Eventualità, quella dei trentotto milioni, che ci sentiamo di escludere visto che lo stesso Giuffredi fa sapere che l'affare si può chiudere a venticinque (se lo scordi). Ma al di là degli spifferi di mercato, perché mai la Roma dovrebbe privarsi di questo Veretout? Il primo a saperlo è Paulo Fonseca che lo scorso anno lo volle a tutti i costi, assecondato in questo dall'ex direttore sportivo Gianluca Petrachi. Sarà il caso che la Roma se lo tenga stretto il ragazzo francese che sa come gestire le emozioni.