L'offerta è quella, cambiano le modalità di pagamento e soprattutto passa il tempo. Con queste motivazioni, Dan Friedkin non ha ancora abbandonato l'idea di prendere la Roma e resta il favorito per la corsa a succedere a Pallotta. Almeno per ora. Il lavoro con cui il magnate texano che opera nell'automotive, nel luxury estate e nel settore cinematografico si è portato avanti è cosa nota. Come cosa nota è che 490 milioni, pagati prima o pagati dopo, non basteranno, salvo ripensamenti a convincere Pallotta a cedere.

Però da Boston vogliono stringere, motivo per il quale si sono chieste risposte alla cordata sudamericana (quella che vorrebbe portare Cavani, per intenderci) sulla composizione del gruppo. E si monitora ciò che accade in Medio Oriente, tra il Kuwait (soprattutto) e il Bahrein, ultimo stato in ordine di arrivo da cui si è manifestato un interesse verso la Roma. Insomma, il lavoro di Goldman Sachs, advisor di Pallotta, i suoi frutti li sta portando: la Roma fa gola. Ma a Houston credono poco a possibili concorrenti per l'acquisto del club. Wait and see, dunque. Aspettare e vedere.

Intanto ieri il Ceo Guido Fienga ha partecipato all'incontro organizzato da De Laurentiis sul tema dei diritti tv al St. Regis Hotel di Roma. Un incontro interlocutorio nel quale il patron del Napoli ha illustrato il suo progetto di produzione e distribuzione dei contenuti, senza l'ingresso di fondi di private equity, sponsorizzati dalla Lega, con l'obiettivo dichiarato di coinvolgere investitori stranieri e puntare fortemente al mercato estero.

Sul fronte sponsor tecnico, dopo il divorzio annunciato da Nike, confermati i sondaggi con la Kappa (ma la candidatura, visto come è finito il precedente rapporto, sarebbe valida solo se cambierà la proprietà). Anche Adidas è in pista, insieme a New Balance e Under Armour, già contattata quando poi si firmò con Nike, la cui "ultima" maglia, quella ghiacciolo, sarà in vendita da domani negli store e verrà utilizzata, come già accaduto negli ultimi anni con le nuove divise, nel finale di campionato dalla squadra.

Parallelamente alle questioni di campo continuano le riflessioni intorno alla società e al possibile passaggio di proprietà dalle mani di Pallotta a quelle di un altro soggetto. Le piste sono sempre tre, ma la novità delle ultime ore è la manifestazione di interesse di un nuovo pretendente stavolta dal Bahrein. In questi giorni si è surriscaldato l'asse Boston-Houston con Dan Friedkin, che la Roma l'aveva praticamente in pugno prima della pandemia da coronavirus che ha sconvolto l'economia e il calcio mondiale, che è tornato prepotentemente in pista.

Anzi, la pista non l'aveva mai abbandonata del tutto, nonostante il rifiuto di Pallotta (e le esternazioni pubbliche non proprio gentili nei confronti del magnate texano). Mister Toyota non si è scomposto e ha pensato bene di attendere (e di mantenere vivi i contatti con Vitek per il business stadio), anche perché non troppo convinto del reale interesse delle altre cordate: circa 500 milioni cash subito sul piatto. Risposte e garanzie le attende Pallotta dalla cordata sudamericana (con base negli Stati Uniti) che potrebbe sfoderare l'offerta più vantaggiosa in termini economici.

Sullo sfondo, ma neanche troppo, la questione Kuwait. I link tra la politica romana e l'operazione con un non meglio precisato fondo kuwaitiano trovano riscontri. Bisognerà attendere ancora, ma non più di tanto, per avere un quadro più delineato. Pallotta e soci ora hanno intenzione di accelerare.

di: Gabriele Fasan