Un compleanno agrodolce per Radja Nainggolan, che oggi festeggia i suoi primi trent'anni. Cifra tonda, raggiunta a Roma, dove ha trovato la sua dimensione di calciatore e di uomo.

Sfide

Qui è diventato leader, qualche volta capitano. Qui ha sfidato a più riprese a distanza e sul campo la Juventus, una via troppo facile per arrivare alla vittoria, secondo Radja, che è uno che ama le sfide toste, come la vita gli ha insegnato. Una sfida che con la sua, la nostra Roma, Nainggolan sta portando avanti già da qualche anno. Quella di "crescere". Crescere ancora, senza se e senza ma. Come sta insegnando la filosofia del tecnico che ha riportato normalità a Trigoria. Un processo che necessita gioco forza di non tralasciare alcun dettaglio. Anche per questo Radja si è messo alle spalle il periodo di crisi personale e collettiva che ha attraversato tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018.

Errori

Si era detto che il gioco di Di Francesco lo penalizzava e che quello di Spalletti lo esaltava. Si era detto che in Cina Radja ci stava andando per davvero sotto Natale. Poi ci ha bevuto (qualcosa di troppo) su a Capodanno. E si è messo alle spalle anche quello, perché senza dubbio gli errori è abituato a pagarli. Come quando dopo l'eliminazione dalla Champions League ha sentito quasi il dovere di scrivere sui social che si scusava con tutti per aver "regalato" un pallone a centrocampo che ha portato al gol di Mané che ha complicato la rimonta, mettendo in salita la gara. E al tempo stesso l'orgoglio di far parte di questo gruppo di uomini. «Si va avanti», ha scritto. Anche perché essere sospinti da un tale pubblico, per uno come lui, diventa fondamentale. E così ha pubblicato una storia su Instagram per ringraziare i tifosi per la calorosa accoglienza ricevuta ieri sera all'Olimpico.

Crescita costante

Nella foto, scattata durante l'arrivo in pullman della squadra presso lo stadio, Radja ha scritto: «Mai visto nulla del genere. Grazie a tutti voi. Che tifo straordinario!». Un errore, quello di Radja, che certo non ha pesato troppo sulla decisione dell'Uefa di inserirlo nella top 11 delle semifinali (insieme a Kolarov e Dzeko, con la Roma che ha un giocatore in ogni reparto, tranne per la porta). E poi sono arrivati i primi due gol nella massima competizione continentale, dove non è mica un male ricordarlo, lo stesso Radja non aveva chissà quale esperienza prima degli ultimissimi anni. E pure è cresciuto molto anche qui. Con una continuità importante ha acquisito consapevolezza insieme al resto della squadra.

Buon Compleanno

Auguri, allora, Radja. E in tema di compleanno, ovviamente non si può non parlare di regali. Prima di tutto la testa, o la cresta, la mente e il cuore andranno al terzo posto (o il quarto, ma sarebbe molto meno meritato, a questo punto) per rigiocarla questa coppa con le orecchie che tanto ci fa sospirare. Con la speranza, ovviamente, di andare anche in Russia, con il Belgio.