Districare le matasse ingarbugliate tocca spesso a lui, Edin Dzeko. Onori e oneri da leader, ora anche graduato. E da bomber poco sostituibile. È apparso evidente anche con l'Udinese, quando è rimasto oltre 70 minuti in panchina a rifiatare e la Roma ha fatto una dannata fatica a trovare la porta. Toccherà a lui anche questa sera contro il Parma, quando avrà un motivo in più - se mai ce ne fosse bisogno - per guidare la squadra verso il ritorno alla vittoria e se stesso verso il ritorno al gol. Avversario che evoca suggestioni romaniste di ogni genere: dai pianti di gioia del 2001 a quelli struggenti dell'addio a De Rossi di un anno fa.

Quel 26 maggio 2019 c'era anche Dzeko, che in quel momento sembrava ai saluti esattamente come il suo Capitano, o comunque lontano dall'ipotesi di ereditarne la fascia. La sua stagione non era stata un granché (in linea col resto della squadra), più nervosa che prolifica, e quella sera quando Ranieri lo sostituì, dire che il bosniaco non la prese bene è puro eufemismo. Avrebbe voluto lasciare con una rete, da bravo centravanti già saldamente nella top ten dei bomber romanisti di ogni epoca. Un groppo in gol. Rigorosamente senza "a" finale, perché Edin al Parma non ha mai segnato. E questo sì che è un groviglio da sbrogliare. Un'anomalia. Perché nel frattempo è proseguita non soltanto la sua permanenza romana (con leadership consolidata), ma anche la sua scalata verso le vette della classifica dei goleador: superato Montella, raggiunto Manfredini, Volk nel mirino e il terzo gradino del podio occupato da Amadei raggiungibile entro fine stagione. Eppure delle 27 squadre affrontate in Serie A, è proprio quella emiliana l'unica non ancora punita dal numero 9 giallorosso.

È vero che gli incroci fra il bosniaco e i ducali si limitano alle ultime due stagioni (compresa quella in corso), ma la sua straordinaria capacità realizzativa non ha fatto sconti nemmeno ad avversari ancora più sporadici. Carpi, Crotone, Pescara, Lecce, Benevento, Brescia, Frosinone, Palermo: chiunque sia transitato dalla massima categoria anche per poco, è stato trafitto almeno una volta dalle reti di Dzeko. Che però resta "democratico" nella distribuzione dei suoi sigilli: cinque contro Atalanta, Sampdoria, Sassuolo e Chievo, sue vittime predilette. Ma anche tante firme nei big match: quattro rifilate rispettivamente a Milan e Napoli, tre nei derby, due contro Juventus e Inter, che peraltro devono ancora essere affrontate quest'anno, con conseguente possibilità di rimpinguare il bottino. Resta solo il Parma, ma oggi può finalmente far parte della lista.