Risentimento all'adduttore destro. La prima diagnosi di ieri sera sulle condizioni di Chris Smaling conferma le prime impressioni al momento della sostituzione. Non sembrava nella sua giornata migliore il difensore inglese a Napoli. Qualche disimpegno di troppo sbagliato e le consuete certezze scricchiolanti a inizio gara, nel nuovo modulo a tre orchestrato da Fonseca per l'occasione. Fino allo scoccare della mezzora, quando è stato costretto a chiamare l'inevitabile cambio.

Oggi la squadra si ritroverà al "Fulvio Bernardini" alle 18 per la ripresa degli allenamenti e forse per quell'ora sarà più chiara l'entità del problema che ha tolto il numero 6 dal campo nella restante ora di gioco. Difficile però poter immaginare Smalling a disposizione per la partita contro il Parma, che si disputerà fra soli due giorni allo stadio Olimpico. Complicato anche se la noia muscolare fosse di poco conto, come tutti sperano.

In testa proprio Fonseca, che a Chris non ha mai rinunciato volontariamente, schierandolo per novanta minuti fin dalla sfida con la Spal del 15 dicembre scorso, quando una contusione al ginocchio gli fece marcare visita. Diciassette presenze consecutive fra campionato e coppe, diciotto con quella contro gli azzurri, l'unica finita prima del triplice fischio arbitrale. Non uno qualsiasi da sostituire. Ma tant'è.

E allora la linea arretrata è destinata a cambiare ancora. Fazio sembra il più indicato al centro, Mancini al momento appare il più in forma, ma Ibanez è ancora acerbo. Se il modulo dovesse essere confermato, il brasiliano può cedere il posto. Il tecnico nell'immediato post gara del San Paolo si è mostrato mediamente soddisfatto del comportamento della squadra rispetto al sistema difensivo imperniato su tre centrali e due terzini con licenza di offendere.

Ieri è toccato a Zappacosta e Spinazzola, che si stanno alternando con Peres e Kolarov, altri due esterni capaci di arrivare sul fondo. Il ruolo richiede un gran dispendio di energie e almeno uno dei due titolari contro Insigne e compagni potrebbe riposare col Parma. Lo stesso Santon è rientrato fra i convocati e si candida per un posto, sia pure con minore propensione offensiva rispetto a tutti gli altri.

Veretout in questo momento sembra uno dei pochi in grado di garantire dinamismo in mezzo al campo, mentre uno fra Pellegrini e Mkhitaryan può riposare per far rientrare Diawara, col francese che in quel caso agirebbe da intermedio. Fatto salvo il totem Dzeko davanti, il compagno di reparto resta da individuare: Kluivert ha deluso ancora, Ünder sembra convincere poco l'allenatore. In attesa che Zaniolo sia in grado di giocare dall'inizio, dovrebbe essere Perez il prescelto per l'attacco.