Campo Testaccio è stata la prima vera e storica casa della Roma. Da anni e per anni lasciato in stato di abbandono, recentemente è tornato ad essere oggetto della politica romana, soprattutto su input della società giallorossa. Il primo a tentare un recupero di Campo Testaccio è stato nel novembre del 2000 l'allora sindaco di Roma Francesco Rutelli, che inaugurò un nuovo impianto in terra battuta spostato però rispetto all'originale di 90 gradi. Divenne così la sede del Centro Sportivo As Testaccio 1968. Nel giugno del 2006, poi, la Giunta di Walter Veltroni inserì l'area (di nuovo abbandonata) nel Programma Urbano Parcheggi, prevedendo la realizzazione di un parcheggio interrato.

Il progetto fu approvato dalla giunta successiva, guidata da Gianni Alemanno, nel 2009, con però l'obbligo per il Consorzio Romano Parcheggi di riqualificare anche il centro sportivo entro 18 mesi. I lavori iniziano nel 2012 e si fermano subito. Resta solo una grande buca. Su cui interviene infine l'attuale giunta guidata da Virginia Raggi. L'assessore Daniele Frongia si è fatto carico del dossier in prima persona, portando Campo Testaccio come progetto pilota per il piano per il riutilizzo di terre da scavo. Sull'area il Comune ha investito, per la sola bonifica e messa in sicurezza, oltre 250 mila euro. Ora l'area, come stabilito dalla nuova classificazione degli impianti capitolini, verrà consegnata al Primo Municipio, che si occuperà del completamento dell'impianto e del suo utilizzo. Determinante è stata anche la spinta del club giallorosso e del suo vice presidente Mauro Baldissoni, che da subito hanno lavorato per aiutare il Comune in questa sua opera di recupero. In passato si era anche ipotizzato di rendere Campo Testaccio sede delle giovanili giallorosse, rinverdendo i fasti dell'impianto.