Alla vigilia di Barcellona-Roma, il direttore sportivo giallorosso Monchi ha concesso un'intervista a El Periodico. "Ai quarti di finale della Champions è più facile per i club più forti schivare le insidie. Quando arrivi ai quarti, non esiste però un rivale piccolo e fate attenzione, questo vale anche per il Barcellona. Ovviamente ci sono squadre maggiormente accreditate rispetto ad altre come Barça, Real Madrid, Manchester City e Bayern Monaco". Su Messi. "Magari il Barça fosse solo Messi, sarebbe bello se tutte le nostre preoccupazioni dipendessero da lui. Messi è il migliore, ma è solo una parte. Mi piace molto il nuovo equilibrio del Barça, è migliorata molto la filosofia e la squadra si è adattata bene anche ad un tradizionale 4-4-2. A livello individuale, mi piace la capacità di recuperare palla di Umtiti, l'uscita con la palla di Piqué, la prestanza di Rakitic, l'equilibrio che dona Busquets, il lavoro e la capacità realizzativa di Suarez. Non so se il mister sta preparando un piano speciale per Messi, ma non credo".

La Roma del futuro

"Domani vedremo una squadra con grande voglia di essere protagonisti, di competere, di lottare, di non arrendersi, di giocare a calcio, ma queste non sono caratteristiche della Roma di Monchi, ma della Roma di sempre. Vogliamo costruire una squadra che sia in grado di avvicinarsi sempre al successo. Mi inorgoglisce molto l'appoggio e la fiducia del club e dei giocatori e la convinzione di tutti che possiamo raggiungere questi obiettivi". Sul calciomercato. "Credo che dopo i 222 milioni di euro spesi per Neymar il mercato sia impazzito. Da quel momento ogni club ha iniziato a chiedere cifre astronomiche. Questa follia ovviamente influisce sul lavoro della Roma, ma credo che colpisca anche i club più ricchi. Credo che passerà anche questa fase e tutto tornerà alla normalità".