Francesco Totti ha partecipato a una diretta Instagram con Luca Toni. "Secondo me il campionato ripartirà a fine maggio", ha detto il Dieci, toccando uno degli argomenti più caldi del momento. Poi l'ex centravanti di Bayern e Fiorentina gli ha chiesto quale fosse il suo numero 10 migliore in questo momento: "Dybala, poi gioca poco perché alla Juve ci sono gli extraterrestri ma con tutti quei grandi giocatori devono fare delle scelte. Ce ne sono un po', anche Insigne. E' difficile trovarne ai nostri livelli, prima ce n'erano tanti anche nelle piccole, era troppo più bello, più affascinante".

Sulla Nazionale, Totti ha le idee chiare: "La Nazionale è forte. Ha 5 o 6 giovani di prospettiva veramente internazionale. Poi ci sono anche quelli di esperienza, Chiellini, Bonucci. Rischiavano di fare molto bene anche quest'anno, ovviamente nel senso che lo speriamo tutti".

Un'immagine della diretta con Toni e Totti

Dopo il capitolo azzurro, si è inevitabilmente parlato del rapporto di Totti con la Roma: "Nessuno mi leverà dalla testa quello che è successo realmente e il mio addio. Io non volevo smettere, fisicamente stavo bene e con la testa c'ero. Non volevo giocare tutte le partite, non ho mai costretto nessuno. Non aveva senso rovinare il percorso con la Roma per giocare un anno in più. Non mi cambiava niente. Io però anche negli allenamenti non arrivo per secondo con nessuno, stavo bene. Ma stando lì aiutavo i giovani, l'ambiente, l'allenatore, e poi nei momenti di difficoltà davo una mano. Ero contento anche di giocare 20 minuti o dare una mano senza giocare. I tifosi sono un altro discorso, come si sono comportati i romanisti con me non ha fatto mai nessuno e viceversa. Quando entravo si accendeva lo stadio e magari dava una mano alla squadra. Poi chiaramente c'è sempre una fine. Alcune persone dicevano 'decidi tu, fai tutto tu', e quando è stato il momento mi è stato detto di farmi da parte. Ci sono rimasto male perché per la Roma io ho dato tutto. Da procuratore spero davvero di trovare qualche giocatore per la Roma".

Poi un pensiero sul futuro e sui momenti vissuti quando accompagna il figlio Christian, che gioca nei Giovanissimi allenati da Tanrivermis: "Finché c'è Pallotta non penso che rimetterò piede a Trigoria. Quando porto Christian agli allenamenti resto fuori dai cancelli. A volte in macchina mi viene da piangere a pensare che dopo 30 anni lì dentro non posso entrare. Sono stato più lì che a casa e lì dentro di amici ne ho tanti. Comunque io non parlo con gli allenatori di mio figlio, gli ho sempre detto che giocherà se meriterà, sennò andrà in panchina. Preferivo giocasse a tennis".