È l'ultima frontiera del "calcio spezzatino", pensato e modulato sulla base delle esigenze televisive. Il lunch match delle 12.30 è stato introdotto in maniera stabile, al pari dell'anticipo al venerdì e del posticipo del lunedì, nel 2010/2011. Era stato già testato durante il campionato precedente, ma i tifosi giallorossi non avevano ancora avuto modo di sperimentare l'orario "mattiniero". Venti fin qui le gare disputate dalla Roma a ridosso del pranzo, con un bilancio di dodici vittorie, cinque pareggi e tre sconfitte.
La prima volta è il 24 ottobre 2010, in occasione di un Parma-Roma terminato 0-0 che di certo non stimola l'appetito. Come del resto non fa nemmeno la replica, del 9 gennaio 2011: a Marassi, contro la Samp, il pranzo è anzi rovinato da un 2-1 in rimonta in favore dei blucerchiati. Con l'arrivo in panchina di Montella, la terza trasferta su tre gare giocate alle 12.30 porta un pareggio per 2-2 a Firenze, con la doppietta di Francesco Totti che scavalla quota 200 gol in Serie A. La prima vittoria arriva il 23 aprile 2011, Roma-Chievo è deciso da una rete in avvio di Perrotta.

Nella prima stagione "made in USA", con Luis Enrique in panchina, giochiamo all'ora di pranzo in una sola circostanza: il 1° aprile 2012 all'Olimpico arriva il Novara che passa subito in vantaggio, quindi si scatenano i nostri, che vincono 5-2.
Altra vittoria casalinga sei mesi dopo, nel giorno in cui viene presentata la "Hall of Fame" romanista: in panchina c'è Zeman e, sotto gli occhi di Falcão, Rocca, Pruzzo e compagnia, la Roma batte 2-0 l'Atalanta con i gol di Lamela e Bradley. Nella stessa stagione l'unico altro precedente delle 12.30 contro il Bologna, nostro avversario domani. Si gioca al "Dall'Ara" e ne viene fuori un pirotecnico 3-3 in puro stile zemaniano: due volte in vantaggio, i padroni di casa pareggiano e nella ripresa si portano sul 3-2 con Pasquato; a firmare la rete che di fatto chiude il match è Tachtsidis.

Nella prima stagione sotto la guida di Rudi Garcia, arrivano tre vittorie in altrettante partite: l'8 dicembre 2013 all'Olimpico battiamo 2-1 la Fiorentina, quindi i successi esterni contro Verona (1-3) e Sassuolo (0-2). L'esordio giallorosso nell'anno solare 2015 è un lunch match particolarmente emozionante, perché Udinese-Roma viene decisa da Davide Astori. Il 6 gennaio, a Udine, il difensore raccoglie una punizione dalla destra e colpisce di testa: la palla si stampa sulla traversa e tocca terra; Guida, dopo qualche secondo, convalida giustamente il gol. Che resterà l'unico segnato in maglia giallorossa dal compianto difensore. Tre mesi dopo, il 4 aprile, l'1-0 casalingo contro il Napoli firmato Miralem Pjanic è un passo decisivo verso il secondo posto, poi garantito da Yanga-Mbiwa nel derby del 25 maggio.
Il 17 aprile 2016 si gioca di nuovo alla "mezza", in panchina a Bergamo c'è Luciano Spalletti: dopo essere andati avanti di due gol, l'Atalanta rimonta e passa in vantaggio. Nel finale il tecnico manda in campo Totti, che immediatamente firma il 3-3 con una precisa staffilata di destro dal limite. Il Dieci mette a segno anche la sua ultima rete in Serie A in una gara disputata alle 12.30: è il 25 settembre 2016, due giorni prima del suo quarantesimo compleanno. Purtroppo, però, il calcio di rigore trasformato da lui non evita la sconfitta per 3-1 contro il Torino. Il 12 febbraio di un anno fa, la Roma fa un sol boccone (visto che siamo in tema di pranzo) del Crotone: allo "Scida" timbrano il cartellino Nainggolan e Dzeko.

Veniamo alla stagione in corso: l'esordio giallorosso di Eusebio Di Francesco in un lunch match è rovinato dai miracoli di Sorrentino, che al "Bentegodi" costringe la Roma allo 0-0 contro il Chievo. Di nuovo a Verona, il 4 febbraio scorso, stavolta contro l'Hellas: stavolta riusciamo a sbloccare la gara dopo pochi secondi con lo splendido sinistro di Ünder. La prima rete di "Gengo" nella Capitale ci garantisce i tre punti, nonostante parte del secondo tempo disputata in dieci per l'espulsione di Pellegrini.
Domani al "Dall'Ara" si cercherà di mantenere il trend positivo: il pranzo è servito, guai a farselo andare di traverso.