AS Roma

Roma, Friedkin per la ripresa. Per Pallotta antivirus Miami

La solidità del gruppo è nella diversificazione degli affari. Gli uomini dei due imprenditori mantengono viva la trattativa

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
24 Marzo 2020 - 08:00

Se non si fosse fatto vivo in Europa e nel mondo il Coronavirus a quest'ora la Roma avrebbe avuto un nuovo proprietario. O comunque le firme sul contratto che avrebbe portato agli step successivi fino ad arrivare al closing sarebbero già state inchiostrate. Se Pallotta e Friedkin avessero avuto a che ridire un po' meno durante la lunga attività di verifica del giusto valore, anche. Ma è inutile piangere sul latte versato, anche perché al momento non si è affatto rovesciata tutta la tazza. Anzi, è come se quella bevanda fosse rimasta sul tavolo in attesa di essere bevuta. E il bicchiere appare ancora mezzo pieno.

Sì, perché è vero che al momento quel "latte" si è raffreddato, ma non per la volontà delle due parti in causa. Piuttosto per le particelle infettanti del Coronavirus, che stanno girando per il mondo, bloccandolo. Ma, c'è da augurarselo oltre che aspettarselo, non sarà per sempre. E allora Dan e Jim torneranno a sedersi intorno al tavolo e se ci sarà bisogno riscalderanno quella bevanda. Al momento tra i due c'è l'intesa sullo stand-by, che non significa motori fermi, ma al minimo, semmai. I legali proseguono i contatti, tenendo vivo il deal e la due diligence, che serve proprio a ridefinire ogni aspetto che venga a modificarsi durante il percorso che porta alla firma. I vertici invece si riaggiorneranno in un timing che non è prudente pronosticare ora. Ma che cambierà di un po' il valore della As Roma. Anche qui comanda il virus, solo il tempo e la conseguente incidenza della crisi sui conti e sul sistema calcio dirà di quanto.

Per il momento in America "attendono" lo tsunami Covid-19. Pallotta ha scelto il caldo di Miami per affrontare l'onda d'urto, magari anche perché qualche previsione dà per certo che il virus possa patire più degli uomini le le alte temperature. Secondo un rapporto di Goldman Sachs, la banca d'affari vicina a Pallotta, il 50% degli americani contrarrà il Coronavirus, che dovrebbe raggiungere il picco entro i prossimi due mesi. Tra l'altro il virus sembra essere concentrato in una fascia tra i 30-50 gradi di latitudine nord, il che significa che come il raffreddore e l'influenza comune preferisce il freddo e l'estate in arrivo nell'emisfero settentrionale potrebbe aiutare, rendendolo come tanti altri raffreddori stagionale. Tra gli infetti solo il 5% entrerà nella fase critica della malattia con un tasso di mortalità del 2%, creando tuttavia qualche pressione al sistema sanitario degli Stati Uniti per il sovraccarico dovuto alla nuova malattia.

Oltre Oceano sono orientati a gestire il virus con la quarantena, come in Italia e gran parte dell'Europa, con delle ripercussioni economiche certe ma non così sconvolgenti da mettere in discussione il sistema: la Cina è stata molto colpita, il che ha interessato le materie prime e la catena di approvvigionamento globale e il recupero potrebbe richiedere fino a sei mesi. Il tasso di crescita del Pil globale sarà il più basso degli ultimi 30 anni, circa il 2%, e i danni economici dati dal virus saranno principalmente dati dalla psicologia del mercato. I mercati azionari dovrebbero riprendersi, secondo Goldman Sachs, nella seconda metà dell'anno, con i governi che stanno intervenendo sui mercati per stabilizzarli e il settore del private banking molto ben capitalizzato. In soldoni, sembra più l'11 settembre che la crisi del 2008.

Una ripresa è possibile, dunque, a patto di comprendere la nuova altezza dell'asticella (ieri l'Oms ha ringraziato la Fifa per la collaborazione e la presa di coscienza in questa fase critica). Chi sarà avvantaggiato nell'ottica di ripartenza, sarà proprio Friedkin, con il suo gruppo polifunzionale dall'alta diversificazione: alle probabili flessioni temporanee del settore turistico fa da "scudo" il mattone (nonostante il calo il real estate difficilmente tradisce). E non solo: saranno chiusi i cinema? Vero, ma i contenuti televisivi (quante serie tv stanno consumando gli italiani in questo periodo?) paradossalmente "venderanno" anche di più.

Il core del centro produttivo Toyota - di cui Friedkin è distributore per cinque stati - è negli States (non in Giappone, per capirci) e il tracollo nel settore automobili è stato già superato a gennaio (il business di Dan dovrebbe quindi tenere botta anche al virus). Se poi il governo italiano riuscirà a comprendere che per la ripresa servirà attrarre investitori stranieri (defiscalizzazione, spinta su immobiliare e impiantistica in primis) e l'Uefa adagiasse un cuscinetto sul Financial Fair Play sarebbe più facile la ripresa. Anche della trattativa per il passaggio di proprietà della Roma. Insomma, arretrare tutti per ripartire tutti. Insieme.

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