"Difficile pensare al campionato quando c'è in gioco la vita delle persone". Juan Jesus parla dalla quarantena ai microfoni dell'emittente brasiliana Radio Contrada: "Purtroppo la situazione qui è drammatica, anche perché è arrivata la notizia che l'Italia ha superato la Cina per numero di morti e sfortunatamente non sappiamo quando tutto questo finirà - dice il brasiliano della Roma - È una guerra invisibile, siamo in quarantena. Siamo tutti un po' preoccupati, è difficile stare sempre dentro casa. Quando lo fai finisci col riflettere su tutto ciò che sta accadendo e soprattutto ciò che deve ancora succedere con dei casi anche in Brasile. Siamo preoccupati per le nostre famiglie, anche se io parlo con la mia ogni giorno e per fortuna stanno tutti bene".

"È strano stare in casa per noi che abbiamo routine molto diverse: ti alleni, torni a casa, vai a prendere tuo figlio a scuola - continua Juan Jesus - Non siamo abituati a vivere così, tranne quando siamo in vacanza. Non ti puoi allenare e non puoi giocare e questo è triste ma è ciò che bisogna fare in questo momento. Dobbiamo soffrire come ci chiedono di fare a causa del virus. È un sacrificio importante ma necessario per salvare quante più vite possibili. Grazie a Dio ho una bella casa in cui vivere. Immaginate chi invece ha più bisogno? C'è una signora che lavora per noi, suo marito e sua figlia non possono lavorare. E noi li aiuteremo".

Jesus non vuole sentir parlare ci calcio: "La mia condizione fisica? In questo momento passa tutto in secondo piano. Così come il calcio: è molto difficile continuare il campionato, ci sono in gioco le vite delle persone. Chi può stare a casa il più a lungo possibile, deve restarci".