Mora, l'armatura è da trequartista purissimo. Ma con il Porto conosce pure la fascia
Coi Dragoes, 52 partite disputate da rifinitore nel 4-2-3-1. In campo anche da ala (sia a destra, sia a sinistra) e a centrocampo
(GETTY IMAGES)
80 partite ufficiali col Porto, 52 giocate da trequartista puro nel 4-2-3-1. Lì, in quel ruolo, Rodrigo Mora ha pian piano costruito la sua immagine negli ultimi anni trascorsi in Portogallo: talento abbinato alla genialità. Ed è proprio lì, per l’appunto, che ha giocato maggiormente quando è stato chiamato in causa; dal momento in cui ha fatto il suo esordio tra i grandi, in quel match col Bodø/Glimt nel settembre del 2024. Subentrò a gara in corso, con l’86 sulle spalle, e si piazzò al centro dei due esterni d’attacco. 21 minuti più recupero per cercare di ribaltare, senza riuscirci, un risultato beffardo. Eppure, un’importante infarinata di nozioni che aprì la strada all’ascesa del classe 2007.
Un’ascesa che ha catturato gli occhi della Roma e del suo allenatore, Gasperini. Lui lo vorrebbe nella Capitale per risolvere la grana dell’attaccante di sinistra, da piazzare a supporto di Malen e, idealmente, “al fianco” di uno tra Dybala e Soulé. Salvo imprevisti di mercato. Un ruolo quasi da esterno offensivo, non del tutto estraneo a Mora: col Porto, infatti, ha già avuto modo di conoscere la “vita dell’attaccante”. Più fiato e rapidità nell’esecuzione, piuttosto che nel pensiero. Nel calcio dei grandi, il portoghese conta 13 apparizioni da ala, 5 a destra e 8 a sinistra. Partite in cui non ha sfigurato, anzi: sono ben 6 le reti segnate in queste occasioni, una in meno rispetto a quando ha agito a trequarti. E poi ci sono le gare affrontate da mezzala (5, con due reti all’attivo), il ruolo ricamatogli recentemente proprio da Farioli, e da seconda punta (6 in totale, più un sigillo). Il meglio di sé l’ha dato dove sa di stare bene. Ma se c’è da sacrificarsi o imparare, Rodrigo non si tira indietro.
Lo racconta la sua storia, più che il campo. Sin da quando a 15 anni fece il debutto tra i grandi, con la squadra B del Porto. Gracile, non spiccatamente alto e dedito al lavoro, oltre che contraddistinto da un tipo di calcio di rara bellezza. Nell’epoca dei social, le pagine web si popolano di video delle sue giocate fenomenali. Poi, i commenti: chi è favorevole, chi no. Gasp ha già fatto capire il suo. Ora resta l’attesa: ancora poco e si capirà di più sul futuro della gemma portoghese.
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