Continua l'emergenza e la Roma, come tutti gli altri club di una serie A finalmente compatta e unita, prova a gestire la quotidianità volgendo lo sguardo verso l'orizzonte più vicino, almeno per le questioni più immediate. La più importante delle quali - una volta che è stato sospeso il calendario degli impegni ufficiali sia a livello nazionale sia a livello internazionale - riguarda proprio l'attività principale delle squadre e quindi l'allenamento degli atleti che, per questioni facilmente comprensibili, non possono permettersi di restare a casa inattivi troppi giorni come altri normali lavoratori.

E le società nella riunione "informale" tenuta ieri hanno convenuto che per le squadre che non hanno giocatori contagiati (a ieri: Juventus, Fiorentina e Sampdoria, con conseguenti quarantene obbligatorie per Inter, Udinese e Verona, ultimi avversari di campionato) sia ammissibile contemplare una minima attività di allenamento ovviamente nel pieno rispetto delle indicazioni fornite nei decreti di questi giorni.

Quando la Roma tornerà ad allenarsi - la ripresa era inizialmente fissata per domenica mattina, ma alla luce degli stop alle competizioni è stata spostata a mercoledì 18 - i giocatori dovranno osservare le seguenti indicazioni: non sarà possibile usufruire degli spogliatoi e delle docce comuni e quindi ognuno di loro arriverà al campo già cambiato, poi una volta in campo i ragazzi saranno divisi in piccoli gruppi nei quali ogni giocatore dovrà osservare una distanza interpersonale di un paio di metri e ognuno dei gruppi sarà allenato su un campo diverso da uno specifico preparatore che resterà a distanza (presumibilmente al centro del campo) e li farà allenare secondo un programma atletico personalizzato che non prevederà mai lo svolgimento di partitelle . Una sorta di smart training che integrerà sul campo i protocolli di alimentazione e core stability già forniti ad ogni calciatori in questi giorni di "congedo" forzato.

L'emergenza è tale per cui ogni singolo professionista è chiamato ad uno sforzo assolutamente inedito. A Fonseca, ad esempio, sarà lasciata la responsabilità di stabilire tempi e modalità di questo nuovo periodo di allenamenti che inevitabilmente almeno nella prima fase sarà comunque organizzato al buio.

Finché non sarà possibile stabilire con precisione la data degli impegni ufficiali, infatti, bisognerà solo fare in modo che i giocatori non perdano la forma acquisita, con le difficoltà che si possono immaginare visto che l'unico lavoro che si potrà svolgere sul campo sarà di tipo individuale (tecnico o atletico che sia).

E quando (e se...) sarà finalmente possibile individuare una data di fine emergenza, bisognerà comunque considerare un periodo di almeno due settimane di lavoro di gruppo prima di poter immaginare di poter giocare una partita, un po' come succede d'estate quando ci si ritrova dopo le vacanze.

Il lavoro principale di Fonseca e del ds Petrachi in questi giorni è teso a rassicurare ogni singolo giocatore sulla necessità di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite, con particolare attenzione all'obbligo di rimanere a casa. Compito agevole per i calciatori che comunque hanno accanto a sé moglie e figli, un po' più complicato per i single che sono costretti a restare in casa da soli finché non sarà finita l'emergenza. Con tutti, i dirigenti sono stati chiari: «Allenatevi a casa solo con i pesi, se volete correre dovete venire a Trigoria sotto il controllo dei medici e del personale specializzato». Oggi sarà presumibilmente fissata la data per iniziare il lavoro sul campo con le modalità descritte.