Six, five, four… Il conto alla rovescia sta arrivando agli sgoccioli. E il conto alla rovescia di cui stiamo parlando, al fatidico zero prevede l'ufficialità dell'acquisto della Roma da parte di Dan Friedkin e del suo gruppo da oltre dieci miliardi di dollari di fatturato annuo. Ma che il deal si debba considerare agli ultimi fuochi, lo ha sottolineato ieri mattina la Borsa italiana con il titolo giallorosso schizzato subito in apertura verso l'alto per una corsa che si è fermata a quasi un più tredici per cento.

Solo perché il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo (ed è rimasto sospeso fino alla chiusura delle contrattazioni). Ma oltre ai numeri della Borsa, ci sono le voci di dentro al deal che confermano, da entrambe le parti, come quasi tutte le firme sui contratti del preliminare sono state ormai messe. Voci che garantiscono come si sia trovato l'accordo su tutto e che non ci sono ormai margini perché l'affare possa subire un ulteriore rallentamento.

Si dirà: ma quel quasi cosa vuole dire? La spiegazione è piuttosto semplice. Nel senso che ci sono ancora da siglare alcuni allegati che fanno parte del complesso contratto (in realtà sono dodici i contratti) di acquisto della Roma, un pacchetto composto da circa seicentocinquanta pagine che, nel momento in cui si dovesse cambiare soltanto una parola, costringerebbe a rivedere l'intero pacchetto.

Allegati sui quali ieri le parti hanno continuato a lavorare, tanto è vero che lo stuolo di avvocati targati Friedkin è rimasto per tutta la giornata a New York per cercare di chiudere il prima possibile quello che c'era chiudere, in una New York avviata verso il week end, una New York che il giorno precedente aveva visto la toccata e fuga di James Pallotta, poi ripartito alla volta delle Bahamas (ce la concedete un po' di invidia?). Solo oggi gli avvocati voleranno dalla Grande Mela a Houston per presentarsi da Dan Friedkin e sottoporgli il lavoro definitivo.

Tra l'altro c'è da dire che le parti si erano convinte che il lavoro sarebbe stato completato già nella giornata di giovedì scorso, tanto è vero che nella notte italiana tra giovedì e ieri, era maturata la convinzione che si potesse già nella giornata di venerdì dare alle stampe il comunicato che dovrà sancire le firme sul closing. E di questo erano tutti talmente convinti che è stato dato mandato di stilare il comunicato ufficiale che è già pronto, conservato nel cassetto di uno studio legale della nostra città e che sarà ufficializzato nel momento in cui da Houston e Boston arriverà l'ormai scontato semaforo verde.

Sempre le voci di dentro fanno anche sapere che a questo punto, l'ufficialità del comunicato ci sarà in questo fine settimana, tempo limite lunedì in prima mattinata italiana, cioè prima dell'apertura della nostra Borsa. Del resto in questi giorni, con il continuo rincorrersi delle voci che volevano il deal all'atto finale, la Consob si è fatta sentire in più di un'occasione per sollecitare la Roma a comunicare al mercato quello che stava avvenendo. Presto, molto presto, il mercato saprà con un comunicato in cui saranno rese note anche le cifre di un acquisto che, da quello che si è saputo fino a oggi, certificherà un costo della società giallorossa intorno ai settecentocinquanta milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per una società italiana di calcio.

L'ufficialità delle firme sul preliminare, come ormai sanno tutti, compresi quelli di complesso comprendonio, rappresentano il penultimo step di un affare che sta andando avanti da mesi, anche prima della fine di ottobre quando il deal diventò di dominio pubblico. Dopo, infatti, bisognerà attendere circa due mesi prima che si arrivi al definitivo closing con Dan Friedkin che diventerà il ventiquattresimo presidente della Roma.

Basta fare due semplici conti per capire che tutto si concluderà intorno ai primi giorni del prossimo maggio. Solo allora il nuovo proprietario si presenterà a Roma con il figlio Ryan e i suoi uomini di fiducia. Ryan assumerà subito un alto ruolo dirigenziale nella società e prenderà praticamente la residenza a Roma. Per il resto, meglio attendere, anche se è presumibile che, tempo un anno, ci saranno diversi cambiamenti nel management giallorosso.