Totti: "Dobbiamo essere uniti. Lasciamo le chiacchiere fuori da Trigoria"

Il dirigente giallorosso parla da Montecarlo: "Ci vuole affiatamento tra squadra, tecnico e società. Allenare la Roma? Gattuso mi ha detto di lasciar perdere"

La Redazione
27 Febbraio 2018 - 18:24

Da Montecarlo, dove sta partecipando ai Laureus Awards, Francesco Totti ha parlato anche ai microfoni di Sky Sport.

Anche tu entri a far parte della Laureus Academy...
"Fortunatamente faccio parte anche io di questa squadra: sono molto fiero di partecipare a questo evento, sperando di contribuire a questa causa bellissima."

Hai incontrato tanti amici, come Cafu…
"Molti ex compagni non li vedevo da tanto. Sono momenti in cui ti ritrovi e parli del passato: fa piacere. Sono pronti per il progetto futuro."

Ci sono tanti grandi protagonisti dello sport…
"Ancora non li ho visti tutti: uno in particolare è il mio amico Federer, qui dietro di me. E' una squadra diversa dal solito, ma molto significativa. I premi a Federer? Se non vince lui…"

Più talento tu nel calcio o Federer nel tennis?
"Lui a tennis: è una cosa fuori dal normale quello che sta facendo e che farà, perché penso che non smetterà. Gli riesce tutto facilmente."

Alleneresti la Roma in caso di necessità?
"No no, ho altre cose a cui pensare. Gattuso dopo la partita mi ha detto di lasciar perdere."

Sul momento della Roma.
"Ci sono tanti motivi quando ci nascono problemi. Dobbiamo trovare l'unione e l'affiatamento tra squadra, tecnico e società e lasciare le chiacchiere fuori da Trigoria. In campo è quella la risposta migliore che possono dare i giocatori."

Totti ha poi rilasciato altre dichiarazioni a Sky dopo aver ricevuto il premio ai Laureus Wold Sports Awards:

Che emozione è stata?
"Sinceramente un premio inaspettato, ma è un riconoscimento internazionale che accetto a braccia aperte, sono riuscito in 25 anni a fare qualcosa di bello".

Un premio per la tua fedeltà alla Roma.
"Il riconoscimento più importante: ho realizzato un sogno che avevo da bambino. Tutto quello che ho fatto l'ho fatto con amore".

Come si soffre dalla tribuna per non poter entrare in campo? Confermi il no ad un futuro da allenatore?
"In tribuna si soffre tantissimo, ora hai un'altra testa ed è tutto più difficile. Durante la partita pensi a tante cose, che però non puoi più fare. Un futuro da allenatore? Rispondo di no anche adesso".

Com'è il tuo lavoro al fianco di Monchi?
"Da Monchi c'è solo da imparare, è uno dei ds più importanti d'Europa e lo abbiamo strappato a squadre più importanti. Al suo fianco guardo tutto, piano piano sto capendo il ruolo che mi si addice. Penso di restare nel settore tecnico: il campo e lo spogliatoio sono le cose che conosco più di tutti. Non so se come dt, come volete voi, ma la parte del campo è quella più sentita".

Ai microfoni di RMC Sport, Totti ha aggiunto: "Grazie per questo premio. È un riconoscimento speciale che va oltre il calcio, più per la persona che per il calciatore che sono stato. L'addio? È stato tutto difficile, già dal risveglio al mattino. Dopo la partita ho fatto un discorso difficile che ho preparato attorno ad un tavolo con mia moglie Ilary: un discorso sentito per i romani e i romanisti in quel momento, capace di riassumere 25 anni di storia. Mi sento di aiutare il prossimo e di mettermi sempre a disposizione. È sempre stato un mio pregio quello di condividere tutti i miei pensieri, nella speranza di far passare quelli più importanti".

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