Sarà contento anche Vincenzo Montella, otto campionati con la maglia della Roma, uno scudetto, una Supercoppa, quattro fischi in un derby e quel gol al Torino che basta ripensarci per ricommuoverci. Sarà contento pure l'aeroplanino se Edin Dzeko da Sarajevo, anni trentaquattro tra poco più di un mese, una confidenza con il gol che soltanto gli stolti potevano mettere in discussione, lo ha raggiunto a quota centodue gol realizzati, in cinque stagioni, con quel giallorosso che è un friccico nel core. Centodue reti che nella classifica di tutti i tempi della nostra Roma, vogliono dire sesto posto assoluto, il quinto di Manfredini a sole due reti, il quarto di Volk a quattro lunghezze, il terzo gradino del podio di Amadei a nove, l'argento di Pruzzo a trentasei, l'irragiungibile oro di Totti a duecentocinque.

Il gol di ieri, il terzo al Lecce che è servito soprattutto a tranquillizzare chi sa come la Roma sia capace di subire rimonte incredibili, non è stato certo tra i più belli della sua carriera alla Roma. Fallo laterale, Mikitharyan l'ha appoggiata a quella faccia tosta di Carles Perez entrato da poco, appoggio giusto sulla corsa di Kolarov, cross rasoterra, destro a colpo sicuro, anzi no, Vigorito l'ha presa, ma il pallone è rimasto lì, un gioco da ragazzi metterla dentro. Col brivido, però, perché la bandierina di un solerte assistente di linea si è alzata. Consulto con il Var, attesa, Giacomelli ha ascoltato e poi indicato il centrocampo. Gol numero centodue per un giocatore che, pure ieri, ha ribadito come sia essenziale per le fortune giallorosse.

Se gira lui, è tutta un'altra Roma. Lo confermano anche i numeri. In questa stagione, i suoi quindici gol, il gigante bosniaco li ha realizzati in altrettante partite. E lo score di queste quindici sfide dice undici vittorie, due pareggi e due sconfitte, peraltro maturate nel periodo buio dei giallorossi, sul campo del Sassuolo e poi a Bergamo dove Edin alla fine del primo tempo aveva portato in vantaggio la Roma prima che nella ripresa la squadra di Gasperini ribaltasse risultato e umori romanisti.

Aveva voglia di fare gol, Edin. Lo si è visto nel corso di tutta la partita che, come sempre, ha giocato da numero nove ma anche da numero dieci, splendide alcune aperture per i compagni, così come l'assist per Mikitharyan per il secondo gol. Ci voleva una vittoria come questa, un bis voluto dopo il successo contro il Gent che, secondo Dzeko, è stato alla base dei quattro gol e dei tre punti conquistati con il Lecce: «Abbiamo fatto quattro gol, non ne abbiamo subiti. Nelle ultime due partite abbiamo fatto bene, così per le prossime avremo più fiducia. La vittoria con il Gent ci ha dato più forza perché non vincevamo da tempo. Ci mancava la vittoria in campionato e con il Lecce siamo scesi in campo dal primo al novantesimo dando tutto per vincere».

Quello che c'è da domandarsi è quali siano stati i motivi dei quasi due mesi di buio giallorosso che hanno fatto mettere in dubbio le reali qualità di questa Roma che, diciamolo a bassa voce, sembra ritrovata: «Non mi piace mai parlare di cosa è accaduto nel passato, ora guardiamo avanti alla partita in Europa League. Spero che queste due ultime partite ci diano più fiducia per le prossime. A cominciare dal Gent. In casa abbiamo vinto uno a zero senza subire gol che è sempre importante in Europa. Andiamo lì per dare tutto, vincere e passare il turno. Dobbiamo continuare così. Contro il Lecce abbiamo giocato bene, creando buone occasioni ma sopratutto siamo tornati alla vittoria. Io mi sento bene, dico la verità contro il Gent ho avvertito un po' di stanchezza, con il Lecce mi sono sentito meglio. Mi piace giocare per i ragazzi e fare l'ultimo passaggio. Abbiamo lavorato tanto anche perché ultimamente perdevamo la palla troppo spesso. Speriamo che ora vada sempre meglio. Dobbiamo giocare con aggressività. Come dice il mister dopo ogni palla persa dobbiamo rincorrere e fare pressing per recuperare il pallone. Sappiamo di dover e poter migliorare».