Chris Smalling ha rilasciato delle dichiarazioni pubblicate dal profilo Twitter ufficiale della Roma in vista del match di questa sera contro il Gent in programma alle 21 allo stadio Olimpico. Il difensore inglese ha affrontato diversi temi: la scelta che lo portato nella capitale, le differenze con la Premier League, obiettivi stagionali e in fine sul rapporto con i tifosi giallorossi. Queste le sue parole.

"Anche non avendo mai giocato all'estero prima d'ora, credo che la Roma sia un club conosciuto in tutto il mondo. Sono una persona a cui non piace vivere di rimpianti. Quando si è presentata quest'opportunità, sapevo che se non l'avessi presa al volo, probabilmente mi sarei trovato a fine carriera con la domanda : e se ci fossi andato ? Come sarebbe andata se avessi fatto un'esperienza all'estero, in un campionato conosciuto per i migliori difensori. Ho seguito il mio istinto per evitare il rimpianto di non aver fatto questa esperienza. 

Una delle difficoltà principali è che qui c'è molta tattica. Ci sono molto più elementi da includere nella strategia di partita. Lavoriamo molto sulla tattica, e per questo penso sia il motivo per cui l'Italia abbia acquisito la fama di aver gran gioco  difensivo. Questo ha migliorato molto la mia analisi in molte situazioni di gioco difensive. 
Di simile alla Premier League c'è ogni squadra può battere tutte le altre squadre in ogni partita, come visto nelle scorse giornate. Ci sono attaccanti molto forti, così che ogni settimana mi sento messo alla prova e questo è ciò che voglio. 

La bellezza di giocare ai massimi livelli, è anche di poter entrare in stadi fantastici. Viaggiando per l'Europa non avevo mai giocato a Roma, fare quest'esperienza è impressionante. E poi ci sono i tifosi: li senti cantare, urlare con le bandiere al vento per tutta la partita, è una sensazione speciale per me.
La tensione del pre partita non è più la stessa dell'inizio carriera, ma ancora si sente. C'è bisogno di sentire quelle farfalle nello stomaco, quella sensazione, perchè aiuta a tirar il meglio di te stesso. Sono 90 minuti in cui deve essere protagonista di uno spettacolo. 
Non mi aspettavo di piacere così tanto ai tifosi, è fantastico. Quando cammino per strada lo percepisco, e allo stadio sento il loro cori. L'amore ricevuto dai tifosi è qualcosa che mi porterò sempre con me. 

Vincere un Trofeo qui? É il primo argomento di quando ho parlato con il mister e il direttore sportivo prima di firmare. Volevano giocatori che avessero già vinto in carriera, per portare mentalità vincente, perché è troppo tempo che questo club non vince un trofeo. Arrivare qui e vincere un trofeo sarebbe la giusta ricompensa per tutto l'affetto che ricevo dai tifosi.

L'intesa con Mancini? La bellezza del calcio è che ti permette di esprimere in tanti modi. Nonostante Mancini non parla benissimo in inglese e lo stesso vale per il mio italiano, riusciamo a comunicare anche se non al massimo. Sto migliorando il mio italiano e penso che a fine stagione di riuscire a parlare bene, ma credo che in campo ci capiamo e penso che si veda nelle nostre prestazioni. Abbiamo giocato molte partite insieme, così da creare un bel rapporto.

I tifosi? Il loro supporto è grandioso, anche quando andiamo in trasferta. La Roma è una delle squadre con più seguito in tutti gli stadi. Perciò riuscire a ripagarli di tutto questo sostegno sarebbe bellissimo e vincere l'Europa League sarebbe un traguardo per me, per la squadra e per l'amore dei tifosi".