Malen più Castro: quando le due punte di livello sono un must per Gasp
Sin dai primi tempi all'Atalanta, l'alternanza è sacra: da Zapata-Muriel a Scamacca-Touré, fino alle eccezioni col solitario Retegui. Santiago regala possibilità in più
(GETTY IMAGES, MANCINI)
Il trequartista sinistro? No: è una punta il primo acquisto dell'estate in casa Roma, al di là delle aspettative e delle esigenze. Si chiama Santiago Castro e due giorni fa è stato accolto col solito calore dei tifosi alla Stazione Termini. Lo stesso varrà per Gasperini, quando potrà averlo, fatte le presentazioni ufficiali, in campo. Il classe 2004 è in città per diventare all'occorrenza il sostituto di Donyell Malen, in una stagione che vedrà i giallorossi impegnati pure nella tanto attesa Champions League; eppure, il suo ruolo non può essere di secondo grado. Anche perché la ricerca della doppia punta di spessore, pure se in campo con alternanza, è stata una costante nell'esperienza del tecnico di Grugliasco sulla panchina dell'Atalanta. Non tanto alla prima annata, caratterizzata da un adattamento necessario e un quarto posto finale di spessore. Ma è già dalla seconda che si iniziano a intravedere le necessità offensive di Gasp.
Nel 2017-18, sono Petagna e Cornelius a darsi il cambio, in una staffetta che non vede ancora grandi apporti offensivi: 6 reti per entrambi. Che lasciano spazio all'ingresso, per la stagione successiva, di Duvan Zapata (e 26 milioni di euro totali alla Sampdoria), complice anche l'adattamento al 3-4-1-2 e quindi l'utilizzo di due attaccanti (spesso, con uno tra Gomez e Ilicic al fianco del colombiano). Disposizione che resiste anche nel 2019-20, ma cambia verso fine stagione, quando l'allenatore vira sull'unica punta e i due trequartisti: davanti sono Zapata e Muriel, clamorosa super-sub, a darsi il cambio, per un computo di 19 gol per entrambi. 38 in due. 21 i milioni spesi per l'attaccante connazionale di Duvan. Roba da Gasp.
Col tempo, l'abitudine non cambia. I due sono protagonisti nel 2020-21, con numeri in crescendo (rispettivamente, 19 e 26 reti!); poi, nel 2021-22 (13 e 14 sigilli, ma Muriel va in doppia cifra di assist). Un anno dopo, il rendimento dei due cala. Niente paura: subentra Hojlund, giovane attaccante norvegese (pagato 21 milioni, rivenduto quasi a 80) che alla prima stagione in Italia ne fa 10, alternandosi e all'occorrenza agendo in coppia con Zapata, autore di soli 2 gol. In estate arrivano Scamacca ed El Bilal Touré a dare il cambio al colombiano, che passa al Torino. Il primo va a segno 19 volte nel 2023-24, il secondo 3, ma è un'annata diversa anche per scelte tecniche che portano Gasperini a schierare spesso, nel 3-4-2-1 e nel 3-4-1-2, trequartisti adattati in avanti. È il caso di De Ketelaere, Lookman e Miranchuk, protagonista a causa degli infortuni delle due punte.
L'ultima stagione alla Dea porta ulteriori novità. Scamacca si fa male, in quattro e quattr'otto la società regala Retegui. Giocherà 49 volte, sia unica punta, sia in coppia con qualcuno (Lookman o De Ketelaere), segnando 28 gol. È l'unica volta in cui c'è un solo attaccante puro a fare le fortune di Gasperini. Lui arriva comunque in Champions. Un po' come nel 2025-26: Dovbyk e Ferguson bocciati (e infortunati), quindi Malen e i 15 gol che valgono l'Europa dei grandi. Ora c'è pure Castro, in attesa dell'ufficialità, dietro l'olandese, senza dimenticare Vaz e Arena. E chissà che non possano giocare insieme, talvolta, Bobby e Toto. Un rinforzo di spessore per farsi ancora più belli. E forti.
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