Ogni volta che la Roma imbocca una serie nera, si invoca la rivoluzione, e saltano fuori le tre liste: chi parte, chi resta, chi è in bilico. Fazio in bilico non è mai, viene sempre inserito tra quelli destinati a lasciare la squadra giallorossa: la scorsa estate si era parlato di un interessamento del Milan, mai diventata una trattativa vera e propria, a gennaio, dopo l'arrivo di Ibanez, c'era bisogno di sfoltire la difesa (e magari abbassare il monte ingaggi, che non fa mai male), ma il nome in uscita era quello di Juan Jesus (che poi è rimasto, festeggiando con un cuore giallorosso sui social all'indomani della chiusura). Domenica il centrale argentino che sembra sempre sul piede di partenza è partito nuovamente titolare: Cristante era squalificato, Diawara alle prese con i problemi al menisco, Villar ancora troppo acerbo, e così Mancini - che peraltro sugli ultimi gol presi dalla Roma, contro Sassuolo e Bologna, non si era certo coperto di gloria - è tornato in mediana, a far coppia con Lorenzo Pellegrini (preferito a sorpresa a Veretout, che sembrava sicuro del posto). La partita non è finita bene, la Roma ha rimediato la terza sconfitta consecutiva, la settima in 24 gare di campionato (come il Verona neopromosso...), ma Fazio non è certo affondato: anche sfruttando l'atteggiamento decisamente prudente della Roma ha strappato la sufficienza. Che non è tanto poco per un giocatore che nelle ultime nove partite non aveva fatto un minuto (un risentimento all'adduttore destro, accusato in allenamento gli ha fatto saltare i primi 4 impegni ufficiali del 2020, ma tutto lascia supporre che sarebbe comunque rimasto seduto in panchina). Le prime sei del campionato le aveva giocate da titolare, ma Smalling non era ancora stato acquistato dal Manchester United, e poi si è fatto male quasi subito: la prima volta che lui e Mancini sono stati a disposizione l'argentino è scalato in panchina.

L'esperienza utile

Per i sedicesimi di Europa League con il Gent tornerà a disposizione Cristante, dopo la squalifica, e Mancini potrà tornare in difesa. Ma Fazio, che a Bergamo è stato preferito a Cetin, che sembrava averlo scavalcato nelle gerarchie di Fonseca, potrebbe tornare utile, anche a gare in corso, in una manifestazione che conosce molto bene. Lui l'Europa League l'ha già vinta due volte, ai tempi del Siviglia, la squadra che lo portò in Europa non ancora ventenne, dopo gli inizi con il Ferro Carril: molti anni dopo, nel 2013-14, con Unai Emery in panchina, Bacca al centro dell'attacco, Rakitic al centro della mediana, e il connazionale Pareja a fare coppia con lui in difesa, vinse ai rigori la finale di Torino contro il Benfica. Se ne andò quell'estate, al Tottenham, tornò alla corte di Monchi nel gennaio 2016, in tempo per giocare un paio di partite (ma stavolta non la finale) con la squadra che vinse contro il Liverpool. Quell'estate passò alla Roma: tra un mese farà 33 anni, il suo contratto scadrà nel 2021, ma la sua esperienza può ancora fare comodo ai giallorossi.