«Io ho rinnovato il mio contratto per rimanere a lungo con la Roma, ho una profonda riconoscenza verso la società che mi ha aspettato dopo tre operazioni chirurgiche, non potrò mai dimenticarlo», Strootman ha parlato chiaro nella lunga intervista rilasciata ieri a Sky Sport. L'olandese, che domani a Udine potrebbe prendersi un turno di riposo, vuole arrivare in Champions League e pure se «va bene anche il quarto posto» ammette che è un «peccato non essere rimasti dietro a Napoli e Juventus».

Vincere. Questo bisogna fare, lo sa anche Kevin, che è diventato un veterano di questa Roma: «Adesso ho 28 anni e mi sento un po' più vecchio, perché gioco con i ragazzini del 2000. Voglio aiutare i giovani e continuare a dare il massimo in campo: questo non cambia con l'età. Il momento più bello della mia carriera? Difficile da dire, forse il gol nel derby contro la Lazio: era un momento difficile, dopo l'infortunio». Ha un legame forte con Roma e con la Roma ed è difficile da spiegare: «Devi giocare qui o essere un tifoso della Roma per capire. E non per niente ho rinnovato, nei prossimi 5 anni che sarò qui voglio vincere qualcosa perché tutti dicono che è speciale. Ma per fare questo dobbiamo migliorare. Purtroppo quest'anno possiamo vincere solo la Champions League, che è molto difficile. Il contratto? Io sono molto contento di giocare qui tante partite, dopo l'infortunio mi hanno sostenuto sempre, l'ho detto tante volte ma nel calcio non si sa mai, magari la Roma preferisce vendermi e sceglie un altro calciatore o non mi troverò più bene qui, ma in questo momento non ci penso neanche ad un trasferimento».

Sul progetto Roma il centrocampista orange si sente di scommettere ancora, seppure con delle precisazioni: «Non siamo un club che compra solo i giocatori. Ogni tanto vendiamo, come è successo negli ultimi anni, abbiamo perso Salah, Ruediger e Paredes, prima Pjanic e Benatia. Questo è diverso rispetto a Napoli e Juve che non devono vendere per forza. Ho tanta fiducia nel progetto che stanno costruendo Monchi e Pallotta, ma è una cosa diversa rispetto ad altre squadre in Italia. Sicuramente loro danno tutto per avere una squadra forte, come quella che abbiamo quest'anno in campo, e pure per i prossimi sono sicuro che sarà così».

Strootman chiude parlando del nuovo Totti, nella veste di dirigente: «Ancora stento a credere di non vederlo in campo. Lui a Trigoria sta con noi, viene nello spogliatoio e ci dà fiducia. Vederlo in abito è strano, negli anni passati lo odiava e non voleva indossarlo. Totti è la Roma, questo non cambia. Deve rimanere tutta la vita qui».