«Grazie per la pazienza». Solo questo, anzi "solo" questo, verrebbe da dire, visto che non è per niente poco, quello che Paulo Fonseca ha risposto a un tifoso romanista riferendosi al momento negativo della squadra giallorossa. Anche questo è Paulo Fonseca, un uomo equilibrato e che, nel bene e nel male, ha sempre i piedi per terra e sembra comunque lucido e sereno. Anche e soprattutto nelle difficoltà che inevitabilmente arrivano nel calcio.

Non si perde d'animo, non pensa mai al passato, se non per tentare di correggere gli errori (che anche lui ha commesso), si prende le responsabilità, come ha dichiarato dopo l'ennesima delusione stagionale, quella arrivata venerdì sera contro il Bologna di Mihajlovic. E cerca di mantenere l'equilibrio, quello che sembra aver smarrito la sua Roma, dopo averlo tanto ricercato a inizio stagione e poi finalmente trovato.

Piedi per terra, dopo aver messo tutti d'accordo e dopo aver sentito invece mancare il terreno sotto gli stessi piedi. Anche ieri nel giorno di riposo, quando per ricaricare le pile si è recato a Siena (dove i primi di luglio aveva incontrato Pallotta e i vertici del club) con la famiglia e ha incontrato un tifoso giallorosso in piazza del Campo. «Piacere, mister, sono un abbonato in Tribuna Tevere, seguo la Roma nella gioia e nel dolore», ha detto Italo Scotti, magistrato della Corte dei Conti, romanista doc e membro dell'omonimo Roma Club. «Grazie per la pazienza», ha risposto il tecnico portoghese. Che aveva in braccio il figlio e ha proposto a Italo di farsi quella foto insieme che talvolta i protagonisti dello spettacolo che chiamiamo calcio vivono come un'invadenza della privacy.

Paulo Fonseca con il magistrato Italo Scotti della Corte dei Conti e membro dell'omonimo Roma Club

La pazienza, santa, quella che hanno i tifosi romanisti, sempre al fianco della loro squadra, nella gioia e nel dolore, appunto. La pazienza che Fonseca spesso chiede alla squadra quando ricomincia il gioco e riavvia la manovra. Una manovra che sembrava perduta venerdì sera contro il Bologna, forse per la prima volta dall'inizio della stagione per tutti e 90 i minuti. Quell'identità coraggiosa, ambiziosa, che aveva promesso all'inizio della stagione e che la Roma ha fatto vedere in stagione, tanto da meritare i primi veri fischi solamente a febbraio.

Perché quando era andata in difficoltà la Roma, Fonseca aveva trovato l'antidoto. Tra le mille difficoltà dettate soprattutto dagli infortuni aveva sempre attinto a un coniglio sempre diverso dal suo cilindro, confermando che Zaniolo è un grande giocatore e può essere devastante se impiegato da esterno, inventando Mancini equilibratore in mezzo, facendo tornare Diawara il giovane tanto ammirato a Bologna.

«Abbiamo capito cosa è successo col Sassuolo», aveva detto prima della gara contro i rossoblù. Ma non è bastato. Perché la squadra che avrebbe dovuto mangiare l'erba per reazione all'umiliazione subita a Reggio Emilia non si è vista. Anzi, è sembrata completamente vuota. Ora Paulo deve inventarsi ancora qualcosa e far parlare il campo. Perché solo così la Roma riprenderà convinzione e tornerà a credere nei propri mezzi. E i giocatori a fare il bene di loro stessi, senza sentirsi "arrivati" dopo un buon pareggio in mezzo a troppe sconfitte.