Fanno paura i numeri della Roma: negli ultimi 15 anni solamente 4 volte la Roma dopo 23 partite di campionato aveva meno dei 39 punti raccolti da Paulo Fonseca. Quattro campionati, in tre dei quali la Roma ha iniziato con un allenatore e finito con un altro: l'eccezione è Luis Enrique, che finì la stagione 2011-12, e declinò la proposta della dirigenza, che lo avrebbe confermato, intuendo che l'ex calciatore di Real Madrid, Barcellona e Nazionale spagnola, all'epoca un semidebuttante della panchina, fosse destinato a diventare un tecnico di successo, nonostante il pessimo impatto con la serie A.

Nel 2004-05, l'anno dei quattro allenatori - Prandelli, che lasciò prima dell'inizio del campionato, Voeller, Delneri e Bruno Conti - i punti a questo punto della stagione erano 35, nel 2012-13 erano 34 (e proprio la 23esima fu quella fatale a Zeman, che perse in casa contro il Cagliari e venne esonerato), 32 lo scorso anno con Di Francesco. Che, pur chiudendo l'anno al terzo posto, quindi in Champions League, ebbe un cammino disastroso in casa: 6 sconfitte in campionato, solo nel '47-48, quando la Roma rischiò seriamente la retrocessione, ne arrivarono di più (8). Solo che quel 2017-18 fu anche l'anno di Roma-Barcellona, della semifinale di Champions con il Liverpool, e tutto il resto passò in cavalleria, anche quelle 6 sconfitte interne. La sesta arrivò il 7 aprile, 0-2 con la Fiorentina, la quinta il 25 febbraio contro il Milan, con lo stesso risultato, la quarta il 28 gennaio, contro la Sampdoria.

Come a dire che la Roma attuale, che all'Olimpico ha già perso contro l'avversario del prossimo turno, ovvero l'Atalanta, il 25 settembre, prima del terrificante filotto di questo avvio di 2020, con i tre ko in casa in 34 giorni (Roma-Torino il 5 gennaio, Roma-Juventus il 12, e la figuraccia col Bologna) ha già raddoppiato le 2 sconfitte interne dell'ultimo Spalletti (2016-17, secondo posto), mantenendo lo stesso andamento della Roma che ha ottenuto il peggior risultato (come ko interni, non certo come rendimento assoluto) degli ultimi 70 anni.

Una Roma che, pochi mesi dopo, avrebbe cambiato allenatore e direttore sportivo, ricominciando da capo con un nuovo progetto tecnico. Un rischio che al momento non c'è: Fonseca e Petrachi sono ben saldi al loro posto, nonostante il vistosissimo calo di risultati e prestazioni iniziato con l'anno nuovo. La brillante Roma che il primo dicembre aveva vinto sul campo del Verona, dove ieri è caduta la Juventus, e che venti giorni dopo è andata a farne 4 all'Artemio Franchi, sembra ormai un ricordo. Ma è una Roma costruita sulle macerie della gestione Monchi, e sulle macerie non è facile costruire.