Sembrerà strano ma, a dispetto di quanto si continui a dire in città, questa volta sembra che sia Virginia Raggi ad avere fretta. Dagli ambienti vicini alla sindaca filtra infatti una certa preoccupazione per il ritardo che si sta accumulando in queste settimane a causa dei due passaggi di proprietà che riguardano direttamente o indirettamente lo stadio della Roma. E questo perché la prima cittadina della Capitale ha un disperato bisogno di un successo, uno di quelli capaci di far dimenticare quanto sta accadendo nella città eterna in questi ultimi mesi (o anni), tra discariche, rifiuti, bilanci, mezzi pubblici, ed una crisi profonda del Movimento 5 Stelle che rischia anche di fare una pessima figura alle prossime elezioni suppletive di Roma.

Al punto che la Raggi avrebbe già mollato la candidata grillina Rossella Rendina, già provata dall'improbabile confronto con il ministro Roberto Gualtieri, candidato del PD. I prossimi mesi potrebbero rappresentare per l'amministrazione capitolina il vero passaggio cruciale per comprendere cosa resterà di questi anni in futuro: se un'infrastruttura all'avanguardia e migliaia di posti di lavoro, o l'ennesimo nulla di fatto, che per di più rischia di pesare sulle tasche dei contribuenti. Su questo fronte non preoccupa la notizia che la Guardia di Finanza ha acquisito in Comune tutti gli atti sullo stadio, compresa il parere dell'Avvocatura sull'ipotesi di danno erariale (in caso di mancata approvazione del progetto) e la relazione conclusiva della due diligence interna che contiene i computi metrici e il capitolato del progetto.

Per prima cosa va infatti detto che il nucleo di polizia economico finanziaria ha acquisito gli atti ormai da diversi giorni. dal 29 gennaio per essere precisi, e non nelle ultime ore come pure vociferato nella giornata di ieri. In secondo luogo, ma ben più importante, l'inchiesta nasce su autorizzazione della Corte dei Conti, che si è dovuta muovere a seguito di una precisa denuncia, e non perché ravvedesse (già da ora) qualcosa di scorretto nella procedura amministrativa. La denuncia poi arriva dai soliti comitati da sempre contrari allo stadio di Tor di Valle. Tornando ai desiderata della sindaca va registrato come in effetti non manchi poi molto alla positiva conclusione dei due passaggi di proprietà Di uno vi scriviamo a parte, ma va comunque segnalato come in uno degli incontri di ieri, Marc Watts, braccio destro di Dan Friedkin e presidente del gruppo, si sia a lungo soffermato con il vicepresidente giallorosso Mauro Baldissoni, proprio sullo stadio. In questa occasione Baldissoni avrebbe ampiamente rassicurato il proprio interlocutore, che poi avrebbe anche espresso il proprio gradimento sul progetto e sull'area identificata. L'altra società che sta per passare di mano è Eurnova. Il partner di James Pallotta fin dalla fine del 2012, proprietario dei terreni dell'ex ippodromo, e purtroppo di proprietà di Luca Parnasi, a cui si deve l'impasse attuale ed il ritardo accumulato. I guai giudiziari del costruttore romano continuano ad imporre alla politica una cautela che mal si coniuga con qualsiasi investimento. Per il passaggio della società e dei terreni (ma anche delle altre aziende della famiglia Parnasi) all'imprenditore ceco Radovan Vitek, mancherebbero davvero pochissimi dettagli, questione di stesura e certificazione dei contratti, e le parti avrebbero fissato la data per le firme per sabato 15 febbraio. Una manciata di giorni prima che ogni tassello sia al proprio posto.