Immaginate. Trecentottanta centimetri, centonovantrè uno, sei di meno l'altro. Immaginate. Centocinquantanve chili, ottantaquattro uno, settantacinque l'altro. Immaginate. Quattro piedi che sanno come prendere a calci un pallone. Immaginate. Sempre quel pallone, stavolta in aria. Immaginate. Di vederli insieme, accoppiata di un attacco che può fare gol in tutte le maniere possibili. Stavolta però non c'è bisogno di immaginare, se non altro per non rischiare di sentirsi George Clooney. Schick e Dzeko. O viceversa.

Dzeko lo conosciamo da un pezzo, capocannoniere la passata stagione in campionato ed Europa League, trentanove gol totali. Schick lo abbiamo appena conosciuto. Sedici minuti più due di recupero nella sfida contro il Verona in cui la Roma è stata brava a far sembrare che fosse una passeggiata di salute. Diciotto minuti in cui il futuro è diventato presente. I primi vicino al bosniaco, una sorta di prova generale per la Roma che verrà. Che il ragazzo ceco avesse le stimmate del campione, lo aveva già dimostrato nel passato campionato. Il primo dalle nostre parti. Giocato con la maglia della Sampdoria che era stata brava ad acquistarlo per poco più di quattro milioni di euro. Battendo proprio la concorrenza della nostra Roma che lo voleva già allora. Solo che si era convinta che sarebbe stato sufficiente, per averlo in prestito, garantire mezzo milione di euro allo Sparta Praga, dilazionando l'acquisto nel tempo.

Sotto la Lanterna,il ragazzo ha regalato sogni. Gioventù, talento, fisico, la somma ha certificato giocate che voi umani non potere neppure immaginare. A quel punto sene sono accorti tutti. A cominciare dalla Juventus che se lo era portato a Torino prima di fare una retromarcia i cui motivi reali li scopriremo soltanto con il tempo. E allora la Roma è tornata sul vecchio amore, visto oltretutto che il Leicester Mahrez non aveva intenzione di venderlo alla cifra offerta da Monchi. Trattativa complicata, uno di quei gialli che da sempre popolano le settimane del calcio mercato.

Ma alla fine Schick si è vestito di Roma. Diventando, con quarantadue milioni in totale, l'acquisto più costoso della storia giallorossa.

L'uomo dei sogni

Il ragazzo ora deve soltanto ritrovare la migliore condizione fisica. Una volta che tornerà Schick, toccherà a Di Francesco elaborare il miglior sistema con cui metterlo al fianco di Dzeko. Si può. Considerando anche la duttilità tattica e di piede che il ceco ha dimostrato di avere. Può essere davvero l'esterno destro del tridente romanista. Con compiti, ovviamente, diversi rispetto a quelli svolti da Defrel nella primissima parte di questa stagione. Dovrà stare più vicino a Dzeko, lasciando la corsia libera per Florenzi o Karsdorp una volta recuperato dall'infortunio al ginocchio, entrambi in grado di garantire la copertura di tutta la fascia. A quel punto l'accoppiata con Dzeko, potrà risultare devastante. Comunque la Roma deciderà di giocare il pallone, sia a terra che alzandolo. I due hanno tutto quello che serve per funzionare. Magari sarà il caso che Schick faccia un corso accelerato di italiano visto che ancora non lo parla. Anche se il linguaggio che dovranno parlare sarà quello dei campioni quali sono, uno già affermato, l'altro che il meglio ce lo deve far ancora vedere. Schick ha bisogno solo di avere la pazienza per capire che Roma è diversa da Genoa. Poi potrà regalarci sogni che voi umani...