Chiamateli piè veloci. Non saranno omerici, ma sono eroi. Almeno per un giorno, come Ünder. Augurandogli che si tratti del primo di una lunga serie. Perché segnare dopo nemmeno un giro d'orologio non è soltanto sinonimo di concentrazione e presenza "con tutti i sentimenti". Ma spesso (negli ultimi anni sempre) equivale a spianare la strada verso la vittoria. La regola è valsa per il giovane turco al Bentegodi. Anche di più per i suoi - illustri - predecessori, tutti in rete nel primo minuto di partite poi condotte comodamente in porto.

Da Marco Delvecchio in gol al trentesimo secondo di un Roma-Venezia del 26 settembre 1998 (finirà 2-0); a Vincenzo Montella, che il 16 gennaio 2000 (nel giorno dell'esordio giallorosso di Nakata) segna dopo 38 secondi la rete iniziale del 3-1 di cui è vittima ancora il Verona. Le venete ispirano gol-lampo. Ma non solo loro.

L'ultima gioia nell'arco del primo minuto porta la firma illustre di Totti. Il 21 gennaio del 2012 la squadra guidata da Luis Enrique ospita il Cesena. Il 10 apre le marcature dopo 34", ripetendosi nel giro di sette minuti e superando uno dei tanti record con i quali si è confrontato in carriera (quello dei gol di Nordahl con una sola maglia in Serie A): lui raggiunge quota 211, la Roma termina la gara sul 5-1.

Lo storico capitano è il battistrada di un'altra goleada, anche più importante perché servirà ad alzare al cielo un trofeo. Qualche passo indietro, alla prima era spallettiana. È il 9 maggio del 2007, i giallorossi nel primo atto della finale di Coppa Italia ricevono l'Inter di Mancini, che ha strapazzato ogni primato in campionato. Pronti via e in 54" Totti porta la Roma in vantaggio. Gli altri due campioni del mondo De Rossi e Perrotta chiuderanno il discorso dopo un quarto d'ora, poi i Mancini e Panucci dilagheranno fino al 6-2 conclusivo. Inutile aggiungere che il trofeo - l'ultimo disputato con doppia finale - andrà a impreziosire la bacheca di Trigoria.

Le reti flash hanno fruttato vittorie prestigiose anche in campo internazionale, sia pure colte sul terreno di casa. La prima continentale nell'Olimpico rinnovato per i Mondiali ospita un avversario adeguato all'evento: il Benfica fresco vicecampione d'Europa. È il 19 settembre 1990, primo turno di una Coppa Uefa che vedrà un cammino esaltante dei giallorossi. Il sorteggio non è benevolo, tanto per cambiare. Eppure Andrea Carnevale, fiore all'occhiello dell'ultimo mercato del presidente Viola, impiega soltanto 44" a piegare i portoghesi. Dopo quell'inizio sfavillante la squadra di Bianchi penserà a difendere l'1-0, che alla fine porterà a casa e fungerà da viatico per rinforzare la consapevolezza della squadra.

È recentissimo il gol con il quale El Shaarawy apre la supersfida di Champions con il Chelsea. Dopo la prestazione da urlo a Stamford Bridge, la Roma demolisce 3-0 i londinesi in Italia. Cominciando dalla rete del Faraone, dopo appena 38 secondi. Il primo posto nel girone arriva anche così. Grazie all'ultimo piè veloce. Fino a Ünder.