È stato già detto «mamma li turchi»? Quando Cengiz Ünder è sbarcato a Roma sicuramente sì. È arrivato il 14 luglio scorso, nel giorno del suo ventesimo compleanno, che è una data storica importante (quella della presa della Bastiglia), almeno quanto il suo futuro invadente. Dybala turco, gli hanno detto. A tanto sono valsi i suoi numeri (nell'ultima stagione 43 presenze e 9 gol) e in parte anche il suo aspetto fisico, la statura e le movenze. Lo voleva anche il Manchester City, ma poi la spuntò la Roma, dove con tutta probabilità il giocatore, contesti a confronto, avrebbe avuto più spazio di crescita. Il suo ex club, l'Istanbul Basaksehir, la quinta squadra della città, quella filogovernativa, già comunale e dal 2014 controllata dal Ministro dello Sport e della gioventù (che l'ha trasformata da squadra del popolo a nemica delle opposizioni), a luglio l'ha salutato con una conferenza stampa di «güle güle» (arriverderci, ndr) e domenica sera, dopo il sinistro preciso e potente che ha trafitto Nicolas al Bentegodi, gli ha dedicato un tweet di congratulazioni. «Yesss!!!».

Uno dei suoi tifosi è il presidente della Repubblica turca, Recep Tayyip Erdogan, che gli telefonò nel giorno del trasferimento in Italia per raccomandarsi di rappresentare al meglio la sua Nazione e che evidentemente e inconsciamente Ünder ha voluto "omaggiare" con il gol a Verona, il primo in Serie A, nel giorno in cui il politico turco è arrivato a Roma, "paralizzandola" più del solito per le misure di sicurezza. Per lui, per Cengiz, si spostano eccome dai piani alti, se ieri il "turchetto" s'è scambiato dei tweet con il Ministro dello Sport, Osman Askin Bak: «Congratulazioni fratello, i nostri occhi si riempiono di meraviglia. Ora aspettiamo il resto». Parole alle quali il calciatore della Roma ha replicato tramite il proprio profilo twitter: «Grazie per il suo prezioso sostegno, Ministro».

Cose grosse, in effetti. Così come l'appellativo con cui ieri mattina i giornali turchi lo hanno "incoronato". Imperatore, ha scritto Fanatik. Certo è che tra Bisanzio e Roma, c'è chi se ne intende. «Sei grande Cengiz», parola del popolare Haberturk, mentre il filogovernativo Sabah ha celebrato la sua «meraviglia» di Verona, il gol più veloce da sei anni a questa parte per i giallorossi.

Accanto a cotanto fasto, tuttavia, esiste una realtà che per certi versi si potrebbe definire "parallela". A Roma fa una vita tranquilla, lo descrivono come un ragazzo semplice, che ama giocare alla PlayStation e vive all'Eur, dove la famiglia (padre, madre, sorella e cognato) lo raggiunge spesso. Ama la pasta cacio e pepe. Si sa poco di lui. E ricostruendo a ritroso, nella Capitale, alla notizia che questo giovane ragazzo turco sarebbe atterrato a Fiumicino, il sito più cliccato è stato YouTube. Perché, diciamoci la verità, Cengiz Ünder prima dell'estate scorsa in Italia non lo conosceva nessuno. Se non Monchi, che lo ha sottoposto a Di Francesco per farlo crescere dietro all'esterno destro titolare che non è mai arrivato, perché poi arrivò Schick.

Non è mai stato il sostituto di Salah, per intenderci, ma nessuno, neanche quando ha avuto meno spazio, si è pentito di questo acquisto, un investimento importante per la società (13,4 milioni di euro più bonus, fino a un massimo di 1,5), nel rapporto costi-valore-prospettive. Anzi, al di là del contratto fino al 2022, «nessuno nella Roma ha mai pensato di cederlo», ha assicurato Omer Uzun, il suo procuratore, a calciomercato.it. «Aveva giocato bene anche nell'ultima gara contro la Sampdoria, ma la rete di ieri gli darà ancora più fiducia», ha aggiunto. Sono lontani quei momenti quando la differenza linguistica provocava turbamenti e la Roma, vista la difficoltà di tutti, pubblicò un simpatico video in cui il giocatore pronunciava il suo nome correttamente («Genghis Undash», o una cosa simile). L'inserimento procede bene, adesso, studia italiano due ore al giorno e «sta imparando la lingua, conoscendo una nuova realtà umana e professionale», ha raccontato Omer Uzun. Domenica, dopo il gol a Verona, sono arrivate le prime parole in italiano. Poco poco, piano piano. L'importante è capirsi, coi compagni innanzi tutto, che l'hanno anche investito di responsabilità. «Cengiz è fortissimo», ha detto Perotti recentemente.

Gökalp ile Roma turu 🤗 @alparslanpelinerdem39

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Di Francesco, col quale «il rapporto è ottimo», ha saputo aspettare e Gengo, come lo chiamano a Trigoria per semplificare, l'ha ripagato: «Ha doti importanti, ma in Italia non c'è pazienza per i nostri figuriamoci per gli stranieri. Crescerà».

L'obiettivo ora è «mostrare il vero Ünder. Sono sicuro che giocherà di più in questa seconda parte di campionato e che, una volta che si sarà inserito, farà vedere tutto il suo repertorio». Con un pensiero neanche troppo nascosto a imporsi in nazionale, dove ha esordito ha 19 anni e vanta un ottimo score: 7 presenze (4 in amichevoli e 3 nelle Qualificazioni ai Mondiali) e 3 gol (2 in amichevole e 1 in gare ufficiali). E dove Mircea Lucescu lo aspetta a braccia aperte per rinnovare il gruppo e far crescere il minutaggio attuale (436'). Nello staff del ct romeno che allena la Turchia c'è addirittura chi in lui vede un nuovo Douglas Costa. Con l'addizione che in patria Ünder è visto anche come centrocampista, di qualità e velocità. Che anche Di Francesco ha saputo apprezzare, riconoscendo da subito in lui anche lo spirito di sacrificio, perché pure da ala è tutt'altro che pigro. Insomma, il materiale c'è, basta lavorarci con equilibrio e fiducia, ora che sta convincendo tutti, anche da noi, e che i turchi sono pazzi per Gengo.