Singolare strada quella che collega Firenze a Torino, sponda juventina. Con un ideale punto di mezzo - non soltanto geografico - a Parma, dove Nikola Kalinic ha ritrovato una maglia da titolare e disputato un'ottima prestazione, incensato anche da Fonseca a più riprese.

Eppure se allo Stadium toccherà ancora a lui, in qualche modo lo deve anche al capoluogo toscano, che è stato teatro della più raccapricciante prova romanista della scorsa stagione. Lì, al danno del pessimo risultato si è unita la beffa dell'espulsione di Dzeko, che ha avuto come strascico postumo la squalifica del bosniaco nei primi due turni dell'attuale edizione della Coppa Italia. E al tempo stesso ha spalancato le porte a una nuova occasione per il suo alter ego croato.

Proprio con la maglia della squadra di Firenze, il numero 19 giallorosso ha già fatto male alla Juventus. Tre volte in gol contro i bianconeri, anche se in una sola occasione le sue firme sono servite a battere gli avversari di sempre. Ma in viola Kalinic ha violato la roccaforte juventina: è accaduto alla prima giornata del campionato 2016-17, quando un suo colpo di testa ha pareggiato il vantaggio di Khedira, prima che Higuain regalasse il successo ai padroni di casa.

Nikola dunque sa come si fa. Informazione che può essere utilissima alla Roma, a secco di punti in quello stadio e addirittura senza reti dal 5 ottobre 2014, giorno della famigerata sfida dirottata dal nefasto arbitraggio di Rocchi verso la sponda di casa Agnelli.

E che sia ancora questa sera lui il fischietto designato per la sfida, può far tremare o sperare nelle ricompense del Fato, a seconda dei punti di vista. Di sicuro c'è che porta il nome di Iturbe l'ultimo centro in giallo e rosso lì, l'unico su azione in quasi un decennio di incroci più che sfortunati nel nuovo (anche se ormai nemmeno più tanto) impianto di proprietà della Juventus.

Alla Roma di Fonseca il compito non certo agevole di sfatare il tabù. All'attaccante croato quello di guidare l'attacco e cancellare quella fastidiosa casella zero dalle reti realizzate. Quelle di squadra a Torino negli ultimi cinque anni e quelle personali da quando veste il giallorosso.

L'ultimo suo timbro è arrivato poco più di un anno fa (il 16 gennaio 2019), sempre nella coppa nazionale, ma di Spagna. La vittima è stata il Girona, trafitta con la maglia dell'Atletico Madrid. Da allora ha avuto poche occasioni per rimpinguare il bottino, anche a Roma. Se stasera giocasse anche solo un tempo, potrebbe già superare i minuti accumulati in campionato (102) e in Europa (106). E magari ritagliarsi con un gol decisivo il ruolo di re di Coppa.