Una partita che va oltre i 90 minuti. Una sfida che valica i confini del rettangolo di gioco e coinvolge le più ancestrali pulsioni dell'animo umano. Roma-Juve non potrà mai essere una partita come tutte le altre. Dalla rivalità nata all'inizio degli anni '30 all'unica espulsione in giallorosso di Agostino, dalla maglietta sventolata di Pruzzo al gol di Turone, ecco cinque curiosità sulla partita delle partite.

1

La Juventus è stata la prima squadra a battere la Roma a Campo Testaccio.

Trasferitisi nello storico impianto del rione il 3 novembre 1929, nelle prime quattro partite casalinghe i giallorossi inanellano quattro successi, battendo Brescia, Napoli, Ambrosiana e Genova 1893. Il 12 gennaio 1930 - domani saranno 90 anni - la Roma ospita la Juventus capolista, che espugna lo storico stadio vincendo 3-2 diventando la prima squadra a battere la Roma in casa. Per rivedere i giallorossi uscire sconfitti da Campo Testaccio bisognerà attendere più di un anno, il 18 gennaio 1931, quando il Milan vincerà 2-1.

2

L'inno "Campo Testaccio" nasce dopo una vittoria per 5-0 contro la Juventus.

La stagione 1930-1931 è quella del riscatto per la Roma, che vuole vendicare la prima sconfitta subìta tra le mura di casa. Il 15 marzo 1931 è il giorno della grande rivincita contro la Juve, e proprio in quell'occasione arriva la più ampia vittoria della storia giallorossa contro i bianconeri: un 5-0 che non ammette repliche firmato dalla doppietta di Bernardini e dai gol di Lombardo, Volk e Fasanelli. Per celebrare questo straordinario successo nasce l'inno "Campo Testaccio", che ancora oggi risuona allo stadio Olimpico prima delle partite casalinghe. 

3

Di Bartolomei viene espulso per la prima e unica volta in carriera in un Roma-Juventus.

È il 12 dicembre 1978 e la Roma ospita la Juventus. A decidere quella partita in favore dei giallorossi è il gol di un giovane Agostino Di Bartolomei, che firma il decisivo 1-0 con un potente destro angolato. Ma la partita di Ago non finisce lì: al 73' è protagonista di un tafferuglio con lo juventino Virdis al termine del quale entrambi vengono espulsi dal direttore di gara. Sarà il primo e ultimo cartellino rosso della sua carriera.

Agostino di Bartolomei esulta dopo il gol decisivo in un Roma-Juventus 1-0 del 1978

4

Non fu l'arbitro Bergamo, ma l'assistente Sancini ad annullare il gol di Turone.

10 maggio 1981, terzultima giornata di campionato. La Juventus guida la classifica a 39 punti, la Roma insegue a 38: a Torino va in scena lo scontro diretto. La partita è inchiodata sullo 0-0 e si avvia verso la fine, quando al 72' Turone sfrutta una sponda di Pruzzo in area di rigore per incornare e battere Zoff. L'urlo dei romanisti stipati in Curva Maratona è strozzato dal fischio dell'arbitro Bergamo, che annulla la rete per fuorigioco. Ma fu il guardalinee Giuliano Sancini a segnalare la presunta posizione irregolare del difensore giallorosso, che era invece tenuto in gioco da Cesare Prandelli.

5

Roberto Pruzzo diventa il primo calciatore a togliersi la maglia per festeggiare un gol.

16 marzo 1986. Roma e Juventus si contendono per l'ennesima volta lo Scudetto, e all'Olimpico c'è il pubblico delle grandi occasioni per la sfida dell'anno. Il risultato è una festa: 3-0. Apre Graziani, chiude Cerezo. In mezzo il gol di Pruzzo, che segna di testa il raddoppio ed esulta togliendosi la maglietta. Fu il primo giocatore della storia a farlo.

Pruzzo sventola la maglia dopo aver segnato il 2-0 in Roma-Juventus del 1986