Lazio, euforia da record. Il titolo del Corriere dello Sport di ieri celebrava correttamente, come è giusto che faccia un quotidiano sportivo romano che ha particolarmente a cuore quei colori, il momento molto felice attraversato dalla squadra biancoceleste, al culmine di un momento di grazia che, a prescindere se potrà o meno prolungarsi nel tempo, per ora fa giustamente esaltare i loro lettori.

Ciò che ha attirato però la nostra attenzione è il passaggio contenuto nell'occhiello e evidenziato nel sommario, là dove si sostiene che in questa prima frazione della stagione sia avvenuta anche la "riconquista dell'Olimpico", in virtù del "sorpasso" che sarebbe stato sancito dai numeri ufficiali di tifosi registrati allo stadio per le prime otto partite del campionato.

Numeri che portano - anzi, porterebbero - la Lazio al quarto posto delle presenze tra tutte le società di serie A, davanti alla Roma, per un sorpasso che contribuisce dunque a determinare quell'euforia del titolo. Si tratterebbe quindi di 315.000 spettatori totali per la Lazio (alla bella media di 39.375 a gara) contro i 286.694 per la Roma (media 35.836). Peccato che sia una fake news. E sapete quale fonte, tra le altre, contribuisce a svelarne la fragilità? Il Corriere dello Sport stesso.

Il numero certo e incontrovertibile è quello della Roma perché la società giallorossa, come altri 17 club di serie A, fornisce al termine di ogni partita il dato ufficiale di spettatori (divisi tra abbonati e paganti) e incasso (di giornata e, sommato al rateo della quota abbonamenti, totale). Solo due società non hanno questa abitudine: la Lazio e il Brescia. Ma Cellino dal mese di dicembre ha cominciato a farlo, omettendo ancora solo la quota dell'incasso. L'unico dunque che non dà ai giornalisti i dati ufficiali delle presenze nelle partite di campionato resta Lotito.

Il motivo è ignoto e formulare ipotesi non è esercizio corretto. Non sfuggirà ai lettori però che i numeri di affluenza allo stadio possono essere importanti addirittura nella ripartizione dei diritti televisivi nazionali, secondo una distribuzione che ancora oggi tiene conto di quello come di altri parametri. Resta però il mistero di come si possano allora formulare classifiche attendibili se da una parte vengono forniti dati ufficiali e dall'altra ci si affida alle ipotesi.

E non c'è un altro modo di chiamarle: si tratta di vere e proprie ipotesi, che nel caso migliore sono affidate al buon senso dell'inviato di uno dei quotidiani sportivi che non avendo il supporto del club che fornisce il dato ufficiale, alla fine della partita alza gli occhi sugli spalti e, a spanne, decide quel giorno quanti tifosi secondo lui hanno affollato l'impianto. Sembra uno scherzo, ma anche la Lega calcio nei suoi resoconti settimanali pubblicati sul sito ufficiale del nostro campionato (legaserieA.it) riporta i dati assunti da fonti giornalistiche, laddove non siano forniti (quindi, solo per le partite della Lazio). Curioso, vero? In ogni caso diamoli per buoni e facciamo il conteggio prendendo due diverse fonti: la Lega Calcio e anche il Corriere dello Sport stesso, per non sbagliare.

Così abbiamo scoperto che il dato finale tra le due fonti è vicinissimo: secondo la Lega in totale a vedere le otto partite casalinghe della Lazio (tra cui il derby e la sfida con la Juventus, storicamente le partite più affollate, se non altro per la massiccia presenza della tifoseria avversaria) sono andati 276.000 spettatori, per il Corsport appena diecimila in più, e cioè 286.000 (la differenza è +5000 in Lazio-Parma e +5000 in Lazio-Roma). Ecco dunque che il sorpasso non c'è più: perché a vedere le otto partite della Roma sono andati (e qui si tratta di numeri ufficiali, forniti dal club giallorosso e condivisi da tutte le fonti) 286.694 tifosi, quindi 694 in più anche per il quotidiano di piazza Indipendenza.

Dunque, per lo stesso giornale non c'è stato alcun sorpasso, che pure sarebbe quasi comprensibile considerando che la Roma non ha ancora giocato in casa le partite con Juventus e Lazio (lo farà a strettissimo giro, tra il 12 e il 26 gennaio). Ma allora che dati hanno sbandierato? Il resoconto lo ha fornito l'Osservatorio del calcio italiano, un sito privato gestito da un giornalista che a sua volta ha scritto di aver preso spunto dai dati rilasciati da un altro sito privato (stadiasportscard.com) gestito da un tifoso appassionato di cartoline postali di stadi di tutto il mondo che per sua abitudine riporta in una tabella i dati d'ingresso negli impianti italiani.

Ma per la Lazio si affida (così, da noi contattato, ci ha svelato) a «dei tifosi». E infatti i suoi dati sono decisamente più alti: quasi sempre 5000 in più della Lega, in un caso (per Lazio-Parma) addirittura 14000 in più. Dunque il Corriere dello Sport per sancire il sorpasso dei tifosi ha preso spunto non dai dati forniti dalla Lega, né da quelli dei suoi inviati, ma da un giornalista che li ha presi da un appassionato di stadi che li ha presi da un tifoso. Poi dici come nascono le fake news.

Ps: Nello stesso articolo si dice pure che le presenze dei romanisti sono calate del 7% rispetto alla media dell'anno scorso. Ma per evitare di fare la media tra pere e mele sarebbe stato più giusto comparare i dati delle presenze contro le stesse 8 avversarie: lo abbiamo fatto noi, è venuta fuori una differenza di -1,5%.