L'asse Roma-Londra è caldo. Non ancora bollente, ma c'è chi giura che è solo questione di tempo. Probabilmente di ore. E poi l'affare con il Chelsea sarà chiuso. Almeno uno dei due in ballo. Perché oltre a Dzeko, le due società stanno discutendo da giorni del passaggio in blu di Emerson Palmieri.

Il terzino sinistro, reduce dal lungo decorso dopo il terribile infortunio al legamento crociato che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per più di sei mesi, è rimasto ai margini del progetto tecnico per tutta la stagione. L'italo-brasiliano ha collezionato due sole presenze, per un totale di 105 minuti (15 in campionato e 90 nella sventurata gara di Coppa Italia con il Torino). L'elevato rendimento di Kolarov e una condizione che per forza di cose non può essere quella sontuosa messa in mostra l'anno scorso, lo hanno relegato al ruolo di riserva. L'interesse del Chelsea ha quindi ottenuto il suo gradimento e di fatto anche quello della Roma, che con la sua cessione dovrebbe incassare una cifra vicina ai 25 milioni di euro.

I due club sono ormai ai dettagli e, anche se non è ancora partito, Emerson può ormai essere considerato un giocatore a disposizione di Conte. Il tecnico leccese sta insistendo per ottenere dai giallorossi anche Edin Dzeko. Ma le due trattative, al contrario di come era parso in una prima fase, sono slegate l'una dall'altra. Il bosniaco è ancora un giocatore della Roma, anche se la società londinese preme per chiudere l'affare in breve.

Il giocatore ci sta pensando: nella Roma è un titolare indiscutibile, come ha ricordato anche Di Francesco al termine della partita contro l'Inter: «Edin è centrale nel mio progetto», il senso delle sue parole. Supportate anche dai fatti: Dzeko è l'unico giocatore della rosa ad esser stato schierato in tutte le gare ufficiali disputate dalla Roma. Alla corte di Conte dovrebbe quantomeno giocarsi un posto da titolare con Morata. E non potrebbe scendere in campo in Champions, avendolo già fatto - e da protagonista - in giallorosso. Eppure il tecnico leccese preme per averlo, spaventato forse anche dal blocco di mercato a cui potrebbero essere soggetti i Blues nella prossima estate. I freni (e gli incentivi) sono, come sempre in casi simili, di natura economica.

L'esborso per accaparrarsi il centravanti giallorosso dovrebbe aggirarsi intorno ai 35 milioni. Plusvalenza monstre, per entrambi i giocatori coinvolti. Dzeko fu acquistato nell'agosto del 2015 dopo un'estenuante trattativa con il Manchester City, per una cifra vicina ai 15 milioni di euro. A distanza di due anni e mezzo, con la punta che si avvia alle 32 primavere, la cifra nelle casse di Trigoria sarebbe più che raddoppiata. Ancora più evidente il ricavo per l'esterno mancino, costato poco meno di tre milioni, soltanto due anni fa. Conti ai quali bisogna aggiungere gli ammortamenti del caso. Da un punto di vista strettamente finanziario, due operazioni (o una, ancora esiste qualche possibilità che Edin resti) che non fanno una piega.

Per quanto riguarda invece il versante tecnico, la partenza di Dzeko appare devastante. Ad oggi. Ovvero al netto di eventuali sostituti. Il bosniaco non è solo un fuoriclasse in senso assoluto, ma anche il calciatore che ha segnato e creato di più, in una squadra che ha nell'attacco asfittico il problema più evidente. Sabato scorso Monchi ha voluto tranquillizzare tutti. Ma il Sor Tranquillo ispira scongiuri. La trattativa in questione anche.