Non è solo un libro "La storia della grande A.S. Roma in 501 domande e risposte", titolo dell'ultimo lavoro di Luca Pelosi, edito da Newton Compton e disponibile in tutte le librerie, al costo di 12 euro. È tante cose insieme, perché lo si può leggere in tanti modi. Il primo, naturalmente, è il più semplice: seguendo il filo cronologico delle domande e risposte e, quindi, ripercorrere tutta la storia della Roma con una modalità narrativa che va incontro a tutte le esigenze dei lettori. Quelli accaniti e quasi bulimici, che possono divorarlo tutto d'un fiato, quelli che hanno bisogno di centellinare o che hanno poco tempo e che possono fermarsi a una qualsiasi domanda per poi riprendere da lì in qualsiasi momento. Insomma, puoi leggerlo in una notte o anche tra una fermata e l'altra dell'autobus.

Certo, a volte fermarsi non è semplice, anche perché una domanda tira l'altra e da una curiosità ne nasce un'altra, come sicuramente è accaduto anche all'autore e lo si capisce anche solo scorrendo l'elenco che si trova alla fine. Ecco, in un certo senso (l'opposto, appunto), la lettura potrebbe anche iniziare dalla fine, volendo saltare l'ordine cronologico, divertendosi a prendere domande (e a trovare risposte) un po' a caso.

Ci si può anche divertire, tra un mercante in fiera e una tombola, a inserirlo nei giochi di Natale. Difficile, infatti, resistere alla tentazione di aprirlo a caso e porre la domanda a qualche amico oppure organizzare direttamente una sfida a chi ne sa di più. Scegliendole bene, perché tra le domande e risposte non è raro trovarne alcune da cui poi, più che una rivelazione su chissà quale fatto o statistica, parte una storia romanista tutta da leggere.

La Roma e il suo tifo

Storie anche di tifo, dalle prime organizzazioni degli Anni Cinquanta, alla nascita ed evoluzione dei club organizzati e le loro aggregazioni, fino alle pagine più belle della Curva Sud, dal momento in cui divenne la casa del tifo più caldo fino alle trasferte più belle e più numerose, passando naturalmente per le coreografie e le storie su come nacquero le più belle e anche su qualcuno che non andò proprio come doveva andare.

Non solo calcio

Vengono affrontati anche temi non necessariamente calcistici, perché la Roma è anche il racconto di singoli tifosi, e ne trovate tanti, di grandi scrittori, e a un certo punto il libro diventa anche una piccola antologia romanista, di cantanti, attori e registi. Sapevate, ad esempio, che non è vero che "La leva calcistica del ‘68" di Francesco De Gregori fu scritta per Di Bartolomei e che, insospettabilmente, negli Anni 60 Franco Califano, pur non essendo un tifoso romanista, scrisse un inno per la Roma? E che tra gli sceneggiatori del film "Il presidente del Borgorosso Football Club", interpretato da Alberto Sordi, c'è anche un ex giocatore della Roma? E che un altro ex giocatore della Roma è stato un pittore di fama mondiale, lavorando anche alla corte del Principato di Monaco?

La copertina del libro "La storia della grande A.S. Roma in 501 domande e risposte"

Lo si può aprire in qualsiasi momento e in qualsiasi pagina, trovando magari una curiosità statistica, un racconto che fa rivivere episodi noti o un altro che ne fa scoprire di meno noti (lo sapevate, ad esempio, che due giocatori della Roma negli Anni 50 batterono un rigore passandosi la palla, molti anni prima che lo facessero Messi e Suarez? Sapevate chi era l'altro giocatore soprannominato "Il Puma", ben prima di Emerson da Rosa?

E magari qualche luogo comune o verità acquisita che in realtà si scopre non essere proprio come è stato tramandato... Ecco, questo libro serve anche per ristabilire la verità storica su certi argomenti e quindi non è solo racconto o curiosità, ma ha anche un valore importante per il rigore scientifico con cui molti fatti sono stati ricostruiti. Strumento molto utile, ad esempio, per poter rispondere a tono quando qualcuno mette in dubbio la limpidezza delle vittorie romaniste (è vero che lo scudetto del 1942 è di Mussolini, quello del 1983 di Andreotti e quello del 2001 di Nakata che non poteva giocare? No, no e no, e troverete scritto perché) e anche per poter scoprire eventi dimenticati, che poi sono quasi sempre piacevoli. Si può scoprire, ad esempio, che anche nei momenti più negativi, la Roma ha sempre dato gioie ai propri tifosi. Che vanno riscoperte.

È anche un tentativo di ribellarsi al "Mai ‘na gioia" nel quale, misteriosamente, tanti romanisti tendono a cedere, anzi, quasi a crogiolarsi secondo una memoria selettiva al contrario. Invece, così come non ci sono da nascondere i dolori, non vanno nascoste neanche le gioie, anche perché ce ne sono state sempre. Sì, sempre una gioia. Tifare per la Roma, essere romanisti, avere la certezza di stare sempre dalla parte giusta. Se avete dei dubbi, fatevi delle domande. Anche 501, che tanto in libreria troverete tutte le risposte.