Duecento candeline, rigorosamente giallorosse: sono quelle su cui Edin Dzeko si prepara a soffiare domenica all'Olimpico contro la Spal. Duecento presenze che, salvo clamorose sorprese, arriveranno proprio in occasione della gara casalinga contro gli uomini di Semplici. Prima, però, c'è un altro step fondamentale: giovedì sera, sempre all'Olimpico, contro il Wolfsberger; ne va dell'Europa, a cui il centravanti bosniaco ha dimostrato di tenere particolarmente. Quella con gli austriaci sarà la centonovantanovesima presenza con la maglia della Roma, che Edin indossa da ormai oltre quattro anni. Quindi la duecentesima, nemmeno 72 ore dopo, per il penultimo impegno del 2019.

Imprescindibile

Edin le giocherà entrambe, anche perché la sindrome influenzale che lo ha costretto a partire dalla panchina contro l'Inter è ormai smaltita del tutto, e Paulo Fonseca non vorrà certo fare a meno del suo leader più carismatico. C'è bisogno dei suoi gol per proseguire il cammino in Europa League e per continuare una corsa a un posto Champions che si è infiammata. Al centro dell'attacco ci sarà lui, che già ha dovuto fare gli straordinari nonostante la doppia frattura allo zigomo riportata contro il Cagliari. Kalinic, reduce da un mese e mezzo circa di stop, deve ancora ritrovare la migliore condizione; perciò l'unico centravanti di ruolo è lui, il settimo miglior marcatore nella storia della Roma. Che, oltre alle duecento presenze, ha un altro traguardo nel mirino: i cento gol. Gliene mancano cinque e le prossime due partite all'Olimpico possono aiutarlo a incrementare il bottino.

Prima di tutto, però, viene la Roma: c'è da pensare a vincere, e l'ex Wolfsburg ha dimostrato più volte di sapersi mettere a totale disposizione della squadra. Non più di sei mesi fa l'avventura nella Capitale sembrava giunta al capolinea, invece alla fine Edin è rimasto, e lo ha fatto con tutti i sentimenti; spesso indossa la fascia di capitano, anche perché - dopo Florenzi - è il calciatore in rosa con più presenze. Ha segnato otto reti in diciannove partite, ma soprattutto è tornato ad essere il fuoriclasse ammirato tra il 2016 e il 2018, agli antipodi rispetto all'attaccante demotivato e scarico della passata stagione. Dzeko c'è, ora più che mai. E scalda i motori in vista delle 200 gare, in attesa del sigillo numero 100.