Fu annunciato come un gol della Roma da Carlo Zampa, ma a segnare era stato Roberto Baggio a circa 700 chilometri di distanza dallo Stadio Olimpico. "Il Brescia ha pareggiato!", e fu la bolgia: i tifosi giallorossi erano già carichi per la rimonta compiuta dagli uomini di Capello nei confronti di un Verona tenace e combattivo che si era portato in vantaggio nel primo tempo. E durante l'intervallo, con la Juve avanti per 1-0 e la Roma sotto con lo stesso punteggio, allo Stadio Olimpico aleggiavano i fantasmi. Era il 1° aprile: si prospettava un Pesce d'aprile drammatico, se i bianconeri fossero riusciti a portarsi a -4. Beffa doppia: il gol del vantaggio, al Verona, lo aveva regalato Mauro German Camoranesi, che di lì a poco si sarebbe trasferito proprio all'ombra della Mole.

Ma quando, al 10' della ripresa, Montella e Apolloni spingevano insieme in rete il pallone dell'1-1, capivamo d'improvviso, come folgorati sulla via di Damasco, che quello poteva davvero essere l'anno giusto. Che la festa sarebbe stata a colori, non in bianconero, né tantomeno sbiadita. Poi Batistuta e Montella incorniciavano la vittoria e l'ultimo quarto d'ora era un lungo e piacevolissimo sospiro di sollievo. La bomba esplose intorno all'85' e, come detto, arrivò da Torino: con la Juve avanti per 1-0, il futuro juventino Pirlo lanciava un sublime pallone per l'ex juventino Baggio. Stop a seguire, van der Sar si accomodava a terra e il Codino di Caldogno poteva depositare la sfera in rete.

All'epoca Internet era roba per pochi eletti, le notizie dagli altri campi ti arrivavano con la radiolina. Ma arrivavano comunque, potete starne certi. Eccome, se arrivavano! Fu un'esplosione, l'apoteosi di una presa di coscienza definitiva, certa. Quest'anno vinciamo noi. Avevo quattordici anni, ma non ho più sentito nulla del genere: settantamila persone iniziarono a battere i piedi e i sismografi di tutta la Regione dovettero pur registrare qualcosa. "Chi non salta juventino è!", e sugli spalti si vide un'onda d'oceano che faceva su e giù. Faceva caldo, era la classica giornata soleggiata d'inizio primavera romana. Zampa gridava che eravamo andati a +9 sulla Juve. Sono passati sedici anni e mezzo da allora, ma non mi vengono in mente altri momenti della mia vita in cui sono stato altrettanto felice. Oddio, forse uno c'è: due mesi e mezzo dopo, il 17 giugno 2001.