La Roma prosegue la preparazione in vista del big match di venerdì sera a San Siro contro l'Inter di Conte e Fonseca deve convivere con qualche problema. Al momento positivo della squadra, che dopo la sconfitta di Parma e la sosta delle nazionali di novembre è riuscita a inanellare tre successi piuttosto tondi all'insegna della regola del 3 (come i gol rifilati a Brescia, Basaksehir e Verona rispettivamente), fa da contraltare qualche acciacco "pesante".

Edin Dzeko è out da due giorni a causa di una sindrome influenzale. Il bosniaco però non preoccupa più di tanto, si sta riguardando a casa e farà di tutto per esserci nella sfida contro il tecnico a cui ha detto per ben due volte "no" per rimanere a Roma, «a casa» sua. E contro quello che avrebbe dovuto essere il compagno di un reparto d'attacco da sturbo, Romelu Lukaku. Abbi fede, dunque, si dice, e in fondo Edin vuol dire "fiducia". Poi, chi lo conosce bene sa che non può essere certo qualche linea di febbre a fermare la sua voglia di scendere sempre in campo.

D'altra parte non ci è riuscita nemmeno la doppia frattura allo zigomo riportata nella partita contro il Cagliari del 6 ottobre scorso. Dzeko non si è mai fermato, è dovuto entrare in campo anche a Genova contro la Samp (dopo 13 giorni dall'operazione) a causa dell'infortunio di Kalinic che lo avrebbe dovuto sostituire per qualche settimana. Mascherato o meno, le ha giocate tutte tranne una (per turnover) in quel di Graz, dove la Roma lasciò due punti contro il Wolfsberger. Cauto ottimismo, quindi, per il suo recupero.

Più difficile immaginare in campo contro l'Inter Justin Kluivert. L'olandese a Verona ha abbandonato il campo dopo soli 35' e un gol segnato perché recuperando su Zaccagni si è procurato un edema al flessore della coscia sinistra per la contusione (verrebbe da dire, una "zaccagnata"). Da definire il suo recupero così come quello di Pastore, fermo dalla botta all'anca in avanti anche perché rischiarlo o accelerare il rientro con questo Pellegrini risulterebbe quanto meno avventato. Ieri a Trigoria lavoro personalizzato anche per Fazio, che attualmente, con Smalling e Mancini in stato di grazia non dovrebbe essere preso in cosndierazione per partire titolare. Dietro a destra avanza la candidatura Spinazzola (con Santon e Florenzi in panca).