Ventisei su ventisei: Edin Dzeko, in questa stagione, ha fatto l'en plein, risultando l'unico calciatore ad essere sceso in campo in tutte le partite ufficiali giocate fin qui dalla squadra di Di Francesco. Un dato che evidenzia la grandissima importanza del bosniaco all'interno dei meccanismi del tecnico, che in due sole circostanze ha rinunciato a schierarlo dal primo minuto. La prima volta, il 10 dicembre, in occasione della trasferta del Bentegodi contro il Chievo: il numero 9 quel giorno è entrato in campo al 64', per cercare di aiutare la squadra a sbloccare un match che poi, complici i miracoli di Sorrentino, è rimasto inchiodato sullo 0-0. La seconda dieci giorni dopo, quando i giallorossi hanno ospitato allo Stadio Olimpico il Torino negli ottavi di finale di Coppa Italia: Di Francesco lo ha mandato in campo nell'ultimo quarto d'ora, con la Roma sotto di due gol, ma la rimonta non è riuscita.

Non solo Edin gioca quasi sempre dal primo minuto, ma non viene neanche sostituito. È successo il 12 settembre, all'89' del primo match di Champions League contro l'Atletico Madrid, e il 23 dello stesso mese, nel 3-1 contro l'Udinese in cui aveva già timbrato il cartellino. Il gigante di Sarajevo è dunque l'unico nella rosa giallorossa a non entrare nel turnover spesso adoperato da Di Francesco, tanto da risultare l'unico ad essere sceso in campo per almeno un minuto in ogni partita disputata fin qui dalla Roma. Persino Alisson ha riposato una volta (proprio con il Torino in Coppa Italia), lasciando spazio a Skorupski. Kolarov stesso ha saltato due match. Dzeko no: lui gioca sempre, che sia per scelta o per la necessità di raddrizzare una gara che non sta andando secondo i piani. È il calciatore di movimento ad aver accumulato più minuti di tutti in questa stagione: 2.181. Meglio di lui ha fatto solo Alisson, ma di poco (2.250' totali). Un altro dato che, al netto della non giovanissima età dell'ex Manchester City e Wolfsburg, evidenzia una condizione fisica invidiabile. Perché se è vero che negli ultimi mesi la sua media-gol non è la stessa di inizio stagione, le prestazioni, da parte sua, non sono mai mancate. Anche nella sconfitta casalinga della Befana contro l'Atalanta è risultato tra i migliori in campo: si è battuto, ha preso per mano la squadra e ha cercato in tutti i modi di guidare la rimonta nella ripresa, riaprendo il match con una rete che gli mancava da oltre un mese.

Ora più che mai, la Roma ha bisogno del miglior Dzeko, il cecchino letale ammirato dai tifosi nella passata stagione, quello capace di far mettere a referto 39 gol in 51 gare. Difficile, se non impossibile a questo punto, fare meglio, ma da qui alla fine del campionato da lui ci si aspetta molto. Perché è evidente che se Dzeko sta bene e gioca come sa, tutta la squadra ne beneficia: il gioco è più fluido e le occasioni da gol non mancano. Quindi l'auspicio è che il bosniaco torni a brillare e aiuti la Roma a tirarsi fuori da questo difficile momento in cui c'è carenza di gol: chi meglio di lui, in fondo, può funzionare da cura per i malanni giallorossi sotto porta?

Il gol lontano da Roma non arriva dal 18 ottobre, quando a Stamford Bridge la squadra di Di Francesco mise sotto il Chelsea per tutta la gara e ne uscì con un pareggio e qualche rammarico. Insieme alla gara di ritorno, fu forse il momento che più di ogni altro convinse i giallorossi della propria forza. Una convinzione che però, tra dicembre e l'inizio di gennaio, sembra essere sparita. Per ritrovarla c'è bisogno di andare a vincere a Milano, dove Dzeko ha già segnato una volta in questa stagione. E conoscendo la sua proverbiale fame di gol, vorrà riscattarsi e far riscattare la Roma. Edin ci sarà, come sempre. Al talento, del resto, non si rinuncia mai.