Il sorriso e le parole. Più ancora del gol, quello del tre a uno, il suo secondo in campionato, a Verona c'è piaciuto il dopo partita di Mkhitaryan. Il sorriso e le parole, appunto, quando si è presentato davanti ai microfoni. Il sorriso c'è sembrato quello di un ragazzo felice e sereno. Le parole, in un italiano più che apprezzabile considerando che è sbarcato da queste parti da appena tre mesi, hanno aperto uno scenario nuovo sul futuro del talento armeno. Ovvero, se la Roma vorrà, ci sono tutti i presupposti perché l'avventura romana di Micki non si esaurisca in questo anno di prestito. Sempre che, ovviamente, l'armeno, come a Verona, giochi con continuità su livelli da effetti speciali.

Il futuro

La situazione, al momento, è molto chiara. Il giocatore è arrivato in prestito secco dall'Arsenal e questo vuole dire che, se non ci saranno novità, alla fine di questo campionato rifarà le valigie in direzione Londra. Dove avrebbe ancora un anno di contratto con l'Arsenal. Ecco, proprio quell'unico anno di contratto, sempre se la Roma vorrà, può essere la chiave per cambiare il futuro di Micki come, peraltro, lo stesso giocatore ha fatto capire nel dopo partita di Verona, quando ha avuto parole dolcissime nei confronti della Roma, un'apertura più che esplicita all'idea di poter continuare con la maglia giallorossa.

Del resto anche i meno smaliziati, sanno bene come un giocatore con un solo anno di contratto sia nelle condizioni di poter decidere il suo futuro, indipendentemente dai restanti dodici mesi del vincolo con un club che, altrimenti, rischierebbe di perderlo a parametro zero. È questa è una situazione che, oltre alla volontà del giocatore, può avere un peso non indifferente sull'eventuale valutazione del cartellino che, ovviamente, spetterà all'Arsenal.

Tutti i siti specializzati, in questo momento fanno una valutazione del cartellino dell'armeno tra i venti e i venticinque milioni, cioè cifre che la Roma non spenderà mai in questa eventuale operazione. Ma si può dire con più che ragionevole certezza, che il costo del giocatore, a giugno, sarà notevolmente inferiore, soprattutto, come eventualmente sarà, se il giocatore farà sapere agli inglesi che gradirebbe rimanere alla Roma. E se non dovesse venire accontentato, potrebbe sempre far capire ai Gunners che è pronto a rimanere un altro anno a Londra per poi andarsene a zero euro dodici mesi dopo.

La Roma, sempre se lo vorrà, non dovrebbe avere neppure troppi problemi a trovare un accordo contrattuale con l'armeno, offrendogli certo meno soldi ma garantendo un contratto per ulteriori due anni più un'opzione per una quarta stagione. Tutto questo meccanismo si potrà mettere in moto nel momento in cui il club giallorosso deciderà di fare l'operazione in collaborazione con il procuratore che è nientepopodimenoche Mino Raiola.

Il sorriso

C'è un'altra chiave da sottolineare in questa vicenda. Quando l'estate scorsa la Roma ufficializzò l'arrivo di Micki, parlammo con più di una persona in Inghilterra per farci spiegare come mai l'armeno avesse deciso di lasciare la Premier. Ci fu spiegato che era una questione di felicità e motivazioni che il giocatore non aveva più nell'Arsenal, relegato in panchina da Emery (appena esonerato dall'Arsenal) senza avere la prospettiva di poter giocare con una certa continuità.

E chi lo conosce bene, garantisce che l'armeno se non è felice tende a peggiorare il suo rendimento. Ecco, quel sorriso sincero e vero che gli abbiamo visto nel dopo partita di Verona, ha certificato pure il fatto che lui nella Roma la serenità che cercava, l'ha ritrovata. E se l'armeno è sereno e felice nel posto dove lavora, può garantire una qualità calcistica al di sopra di ogni sospetto. E la sua voglia di Roma, come ha dichiarato, è stato un manifesto per il futuro.