Sono molti 6,4 milioni di euro. Questo è il valore ad oggi di una sponsorizzazione per il nome del nuovo stadio della Roma. Almeno questo è quanto emerge da uno studio condotto da Duff & Phelps, società di consulenza che opera a livello globale all'insegna del "protect, restore and maximize value" per i propri clienti, condotta su 98 squadre europee e sui relativi impianti di gioco, appartenenti ai campionati più importanti e più seguiti.

Un valore determinato dal rapporto tra incassi complessivi dei club analizzati, mercato potenziale e sponsorizzazioni attuali, e che quindi non tiene conto di variabili come l'appeal del luogo, o bellezza e capienza dell'impianto. Una cifra che quindi potrebbe essere anche superiore, considerando che per esempio il City incassa da Etihad 19,1 milioni di sterline ogni anno (pari a circa 22 milioni di euro), o che l'Arsenal prende da Emirates 15,3 milioni di sterline annui (pari a circa 18 milioni di euro). E proprio su questo contano i dirigenti giallorossi da sempre, da quando il progetto per il nuovo stadio fu presentato nel 2014. Il mercato del "Naming Rights" del resto è una frontiera ancora totalmente da esplorare nel nostro paese, e per certi versi anche nel nostro continente. Lo studio di Duff & Phelps mette infatti in risalto che, delle 98 squadre europee analizzate, solo il 27% ha un accordo sui diritti di denominazione dello stadio; ciò significa che il 73% dei club non valorizza i propri flussi di reddito al massimo del loro potenziale. Negli Stati Uniti invece la National Football League ha più dell'80% degli stadi sponsorizzati. Fra i paesi europei, il mercato dei diritti di denominazione degli stadi è più maturo in Germania, con oltre l'80% degli stadi della Bundesliga aventi il nome di uno sponsor. La Premier League, che occupa il secondo posto, ha solamente il 30% degli stadi sponsorizzati, mentre la Serie A e la Ligue 1 hanno entrambe solo il 10% degli stadi sponsorizzati e la Liga spagnola si ferma al 5%. Una delle possibili cause del basso livello di sponsorizzazione, sempre secondo lo studio, è che in alcuni Paesi, come Spagna, Francia e Italia, è tradizione intitolare gli stadi in memoria di ex presidenti o giocatori dei club.

Oggi i Naming Rights degli impianti dei 6 top team di Serie A potrebbero valere complessivamente circa 40 milioni di euro a stagione. Oltre ai 6 milioni e mezzo della Roma, la Duff & Phelps stima infatti in 18 milioni il valore dello Stadium di Torino (i cui diritti sono stati già ceduti al gruppo Allianz), in 9,2 milioni i diritti di denominazione di San Siro (da dividere tra i due club che ad oggi condividono l'impianto), in 2 milioni il valore di un impianto della Lazio. Altro aspetto importante che emerge dallo studio condotta Duff & Phelps è relativo alla tipologia degli sponsor coinvolti. Viene infatti evidenziato come il più grande sponsor singolo di ogni campionato europeo provenga dall'industria finanziaria. Una ragione chiave è che, nella maggior parte dei casi, gli istituti finanziari non stanno semplicemente acquistando il diritto di apporre il loro nome sullo stadio, ma anche di diventare un partner finanziario della squadra. Usano quindi questa partnership per vendere altri servizi al club come elaborazioni di dati previsionali o finanziamenti di giocatori e stadi, nonché la vendita di carte di credito e di debito ai tifosi. I manager giallorossi in realtà da tempo guardano ad un altro tipo di mercato. Prova ne sono le sponsorizzazioni con Qatar Airways o Hyundai. Proprio il colosso arabo potrebbe decidere di fare del nuovo impianto a Tor di Valle anche la propria casa, arricchendo il proprio investimento sul club giallorosso. Considerazioni comunque premature in attesa che il progetto giunga all'approvazione finale.