C'era una Roma che in trasferta vinceva e si appoggiava all'estro e alla forza di due trequartisti che sono spariti dai radar proprio nel giorno di una vittoria fuori casa, a Lecce, lo scorso 29 settembre. Cara è costata quella gara, la seconda vittoria consecutiva fuori casa (dopo quella di Bologna), eppure nell'euforia del post partita nessuno se n'era accorto. «Risentimento al flessore», per l'armeno. «Fascite plantare», si diceva invece per l'italiano. Era il 29 settembre e i vigili del fuoco per regalare un po' di sollievo ai tifosi della Roma visto il caldo afoso usarono gli idranti prima della partita. A Moenchengladbach e a Parma la temperatura era vicino allo zero pochi giorni fa e di Mkhitaryan e Pellegrini non si sono viste neanche le ombre.

Però da Trigoria si sussurra - anche se nessuno lo afferma ancora solennemente - che dopo la sosta entrambi potrebbero tornare a disposizione. Se sarà così, la loro assenza sarà durata (quasi) due mesi. Chiaro che non fossero giuste le diagnosi iniziali. E infatti Lorenzo in realtà ha sofferto la frattura del quinto metatarso ed è stato operato mentre Henrikh ha subito una lesione tendinea all'adduttore. Per Pellegrini la prognosi è stata indicata sin dal momento dell'intervento chirurgico, per Mkhitaryan invece la prima previsione lo dava al rientro in tre settimane, ma qualcosa non ha funzionato e, è notizia di ieri, pur di rientrare finalmente col Brescia l'armeno ha rifiutato la chiamata della sua nazionale. Buon segnale di attaccamento, considerata la devozione per la madre patria.

Emergenza finita

Quel che è certo è che l'emergenza sta per finire e molto presto Fonseca potrà tornare a contare su tutti i giocatori che Petrachi quest'estate era riuscito a mettergli a disposizione per il reparto avanzato. Tranne Kalinic, ovviamente. E per questo tutto lascia credere che all'occorrenza, qualora dovesse servirgli, per l'eventuale sostituzione di Dzeko fino a fine dicembre dovrà trovare una soluzione interna e magari adattare uno tra Kluivert, Mkhitaryan o Zaniolo, ovviamente tenendo presenti le diverse caratteristiche di ognuno di loro. Intanto vedremo già dopodomani se Ünder, da poco tornato in gruppo, abbia o meno i novanta minuti nelle gambe. Dzeko e Zaniolo (anche affrontandosi tra di loro) saranno sicuramente impiegati dai rispettivi ct così come capiterà a Kluivert con l'Under 21 olandese. Qualcosa si muove sul fronte dell'attacco romanista, insomma. E alla fine degli impegni nazionali, la prossima settimana, ci si augura di rivederli tutti a disposizione del tecnico, compresi ovviamente Perotti e Pastore, che seguiranno il loro programma di allenamenti a Trigoria, proprio come Pellegrini e Mkhitaryan.

Agosto con Perotti

Il calcio è strano ed evolve sicuramente a una velocità diversa rispetto a quella con cui anche il tecnico più smaliziato prova ad intuirne gli sviluppi. Basti pensare agli esperimenti condotti dall'allenatore della Roma questa estate e a come invece si sia arrivati recentemente a posizioni decisamente diverse. Nei primi test estivi e quando poi si è cominciato a fare sul serio, Fonseca aveva scommesso su un tridente di trequartisti composto da Ünder (sempre in campo nelle amichevoli d'agosto e all'esordio in campionato nella posizione di esterno destro), Zaniolo (in campo quattro volte su cinque da trequartista centrale) e Perotti, preferito a Kluivert negli esperimenti precampionato (500 minuti contro 310).

Ad agosto Fonseca ha affrontato cinque partite con tre punti fermi dietro Dzeko

Si alza Pellegrini

A settembre gli infortuni patiti dai due esterni tornati a disposizione proprio in questi giorni hanno favorito l'inserimento di Kluivert e del neoacquisto Mkhitaryan sulle fasce e un appannamento di Zaniolo portò l'allenatore ad avanzare a trequarti Pellegrini, che era stato invece spesso utilizzato da mediano. Nelle gare di settembre Kluivert ha giocato tre volte su sei a destra (e due a sinistra), Pellegrini quattro su sei centrale, Miky tre a sinistra. Fino appunto alla partita di Lecce che ha portato tre punti e pure le due pesantissime già citate defezioni.

A settembre l'arrivo dell'armeno e le nuove sicurezze di Lorenzo avevano convinto il tecnico

Le certezze di ottobre

Così ad ottobre (e in queste tre gare di novembre) Paulo è arrivato a definire quella che a poco a poco è diventata l'intoccabile batteria dei trequartisti con cui la Roma ha ritrovato se stessa. Perché nelle ultime dieci partite giocate (considerando sia il campionato sia l'Europa League) per ben otto volte Zaniolo e Pastore sono stati schierati in coppia (le altre due Niccolò le ha giocate a sinistra col Cagliari e centrale con la Sampdoria) e in sette occasioni Kluivert è stato impiegato a sinistra (e altre due a destra, nel periodo in cui la Roma impostava il gioco tenendo Kolarov altissimo a sinistra: col Milan, invece, non c'era per squalifica). Una formula che a un certo punto ha preso a funzionare tecnicamente e tatticamente e che ha dato convinzioni importanti di cui bisognerà tener conto anche adesso che stanno tornando pian piano tutti a disposizione.

A ottobre l'emergenza in infermeria ha costretto a cambiare. L'esplosione di Pastore ha fatto il resto

La certezza: Zaniolo a destra

Per esempio, appare ormai scontato che Zaniolo non entrerà più nelle rotazioni per il trequartista di mezzo, ma è il principale candidato a vestire la maglia da titolare nella sua ormai consolidata posizione di esterno di destra. Ecco perché Fonseca non ha voluto dare neanche una partita di riposo a Pastore in questo periodo: per lui le caratteristiche del talento di Massa non si adattano alla posizione di chi deve affiancare Dzeko al centro dell'attacco. Lì vuole uno con piede morbido e predisposizione all'uno due, che non vada troppo nei tagli ma si abbassi semmai a cucire il gioco con i centrocampisti. Habitat naturale per Pastore e, quando tornerà, per Lorenzo Pellegrini che così si contenderanno l'utilizzo da quella parte. A destra invece Ünder dovrà darsi da fare per convincere l'allenatore a rinunciare a Zaniolo, al momento favorito nella corsa a due. A sinistra, infine, Kluivert ha fatto molto bene, con qualche pausa che diventa accettabile se si pensa alla giovanissima età. E in questo senso Mkhitaryan potrà dare una grossa mano alternandosi nel ruolo con l'olandese. Chi invece non ha avuto e forse non avrà mai veri rivali (neanche quando Kalinic uscirà dall'infermeria) è proprio Edin Dzeko, costretto a saltare un tempo di una partita di campionato solo per la doppia frattura allo zigomo. Ma poi tornato a disposizione combattivo ed entusiasta come non l'avevamo mai visto.

Col recupero degli infortunati ora torna l'imbarazzo della scelta. Resta Dzeko, è l'unica certezza