Trigoria. Ore quindici. Salone Champions. Assemblea degli azionisti Roma. Due gli argomenti principali che saranno all'ordine del giorno. La ratifica del bilancio al trenta giugno scorso che ha fatto segnare un rosso da ventiquattro milioni abbondanti e il via al previsto aumento di capitale quantificato in centocinquanta milioni di euro. Qualcuno dirà: e lo stadio? Non è la sede giusta perché la vicenda dell'impianto di Tor di Valle non fa capo alla Roma, ma a un'altra società. Anche se è molto probabile che, nelle variegate e qualche volta singolari domande che faranno gli azionisti di minoranza, di sicuro sarà trattato pure l'argomento stadio che da quasi otto anni questa società sta inseguendo con una testardaggine al di fuori del comune, nonostante tutte le problematiche che via via sono fiorite a proposito dello stadio giallorosso.

Non ci sarà James Pallotta ma questa non è davvero una notizia, anche se le voci di dentro a Trigoria, fanno sapere che il presidente potrebbe presentarsi a Roma nel momento che ci sarà la fumata bianca a proposito della convenzione per lo stadio. A rappresentare la società è prevista la presenza dell'amministratore delegato Guido Fienga e, probabilmente, del vicepresidente Mauro Baldissoni. Diciamo probabilmente per il semplice fatto che negli ultimi mesi il potere decisionale dell'avvocato romano è andato scemando, a partire da quella nomina di vicepresidente esecutivo che nei fatti tutto è stata meno che una promozione. A Baldissoni, di fatto, è rimasta principalmente la delega per la vicenda stadio, peraltro centrale nel progetto giallorosso, oltre a quelle legali e di Roma cares. Non è da escludere che il vicepresidente, coinvolto nel progetto americano sin dalla prima ora, alla fine di questa stagione (o prima?) possa decidere di salutare la Roma, magari dopo aver portato in dote il sì, fondamentale, per lo stadio.