L'agente di Zaniolo si schiera al fianco del giovane giallorosso. Dopo le parole espresse nel pomeriggio dalla madre Francesca Costa, anche Claudio Vigorelli ha voluto prendere posizione a sostegno del talento della Roma. L'agente, che ha parlato alla Gazzetta dello Sport, ha voluto commentare le parole di Fabio Capello, che ieri aveva raccomandato al giovane interista Esposito di "non fare come Zaniolo". Ecco le sue parole.

"Da predestinato a Bad Boy"

"Può capitare a tutti che la vita, ad un certo punto, ci trasformi da persona a paradigma. A Nicoló Zaniolo è successo. In poco più di un anno un ragazzo di 19 anni è passato dalla notorietà riservata agli stretti addetti ai lavori del calcio alla ribalta internazionale, nel segno di un successo precoce fatto di lavoro e sacrificio. Un Predestinato, si è detto di lui. Nel giro di pochi mesi, se il calcio giocato ha continuato a riservargli un ruolo di primo piano – e i dati statistici di questo inizio di stagione lo confermano – le luci dei riflettori sembrano aver fatto allungare intorno a Nicoló l'ombra dello stereotipo del 'bad boy' che non gli appartiene".

"Dispiace per le parole di Capello"

"Credo che alla sua età – verdissima – ci sia anche il diritto di poter essere compreso quando s'incappa in qualche errore, peraltro più di forma che di sostanza, ed in ogni caso già emendato. Da qui a trasformarlo in modello negativo, ritengo che il passo sia lungo. Troppo. Questa è l'impressione che ho avuto ascoltando la battuta che ieri, in tv, un gigante del calcio italiano come Fabio Capello ha ritenuto di scambiare col talentuosissimo Esposito dell'Inter, invitandolo a non fare "come Zaniolo". Dispiace che Capello si sia unito, pur sorridendo, ad una corrente di pensiero inutilmente denigratoria nei confronti di uno dei migliori prospetti del nostro calcio".

"Nicolò non merita etichette negative"

"Nicoló ha peccato d'immaturità, ha doverosamente pagato e ha voltato pagina, comportandosi da quel momento in modo impeccabile sia nella Roma che in Nazionale. Farlo ergere a modello negativo è ingiusto e ingeneroso, soprattutto se il giudizio viene da un personaggio di altissimo livello come Capello, di cui peraltro – come per tanti grandi – si ricordano peccati di gioventù. Senza avere la presunzione di alzare barriere intorno a Nicoló, che come tutti i personaggi pubblici è costantemente giudicato, ritengo che non meriti alcuna etichetta negativa per un pregresso francamente veniale. Per Zaniolo parleranno i fatti e non i luoghi comuni. Perché lui, e giovani come lui, hanno il diritto non solo di essere apprezzati per ciò che fanno, ma supportati in un percorso di crescita che li renderà presto uomini. Ed in fondo è questa la sfida più grande che attende tutti noi".