Scorie infinite. La gara di Genova contro la Sampdoria non accenna a restringere i suoi effetti nefasti anche sul futuro, purtroppo non soltanto prossimo. Le notizie sui due infortunati di Marassi arrivate nella tarda mattinata di ieri hanno confermato e se possibile accresciuto i timori della vigilia. Distacco del tendine dell'adduttore destro per Cristante; frattura della testa del perone per Kalinic. Il centrocampista tornerà non prima dell'inizio del 2020. Mentre per l'attaccante (che non si opererà) si prevede uno stop non inferiore ai cinquanta, sessanta giorni.

Ennesime tegole per Fonseca, già alle prese con una faticosissima costruzione di squadra, che per ora scricchiola soprattutto nella parte superiore. Se in difesa i danni sono limitati - si fa per dire - al grave infortunio che ha messo ko Zappacosta almeno fino a febbraio prossimo, negli altri reparti il tecnico deve fronteggiare una vera e propria emergenza. Non avrà tempo per recuperare dal colpo allo zigomo Edin Dzeko, che è già stato chiamato in causa nella ripresa di Genova per rispondere al paradosso di dover sostituire il suo sostituto designato. Come è accaduto al bosniaco nella sfida casalinga contro il Cagliari, anche per Kalinic si è trattato di un guaio fisico di natura traumatica. Una volta tanto non riconducibile a un ko muscolare, ma seguito a uno scontro di gioco. Magra consolazione fornita dalla diagnosi effettuata ieri. Il croato non rientrerà prima di dicembre, costringendo il numero 9 a un vero e proprio tour de force. Lì davanti mancano ancora Ünder e Mkhitaryan, che ieri hanno svolto nuovamente lavoro personalizzato e difficilmente potranno essere disponibili per la sfida europea di giovedì contro il Borussia Moenchengladbach.

Qualche speranza in più per la partita di domenica prossima con il Milan, quando peraltro non potrà far parte dei convocati nemmeno Kluivert, espulso nel finale con la Samp e quindi in attesa di squalifica. Lo stesso Perotti è rientrato nel finale del match al Ferraris dopo un'assenza dagli impegni ufficiali che durava dall'ultima giornata dello scorso campionato, datata 26 maggio. L'olandese sarà quindi sicuramente in campo nel match di coppa, così come Zaniolo, mentre il Monito potrebbe dare il cambio a uno dei due a gara in corso, anche per accumulare minuti preziosi al suo completo recupero. L'assenza di Cristante in mezzo al campo - che si aggiunge a quelle di Pellegrini e Diawara - fa invece scaldare i muscoli di Pastore e Santon. Sono loro i primi cambi in mediana, stando alle parole di Fonseca di sabato scorso e anche ai fatti: il Flaco ha dato il cambio a Bryan, fornendo una buona prova. Ma il ciclo che attende la Roma da qui alla prossima sosta è di quelli impegnativi: sei partite in diciassette giorni, fra le quali le due con il Borussia, in mezzo quelle all'Olimpico con Milan e Napoli inframezzate dalla trasferta di Udine, per finire con Parma, il 10 novembre. L'unico mediano di ruolo è Veretout ed escludendo le soluzioni-limite del ricorso a svincolati o giovani della Primavera, Fonseca dovrà adattare giocatori o moduli all'emergenza del periodo.