L'ex attaccante della Roma Gabriel Batistuta ha rilasciato un'intervista a Sette, settimanale del Corriere della Sera. Tra i tanti argomenti affrontati dall'argentino, anche la sua esperienza a  Roma e il successivo trasferimento all'Inter nel 2003: 

"Scudetto? Me lo meritavo. Feci 20 gol in 26 partite. A Roma sarei rimasto a lungo, ma accettai la proposta dell'Inter. Fu Massimo Moratti in persona a convincermi: tra di noi c'era molta stima. Mi dispiace di non avergli dato di più". 

Batistuta ha parlato poi del problema alle caviglie, che lo ha tormentato subito dopo il ritiro dal calcio giocato:

"Appena smesso, mi sono ritrovato con le caviglie a pezzi. Osso contro osso, su un peso di 86-87 chili: il minimo movimento diventava un tormento. Lo stesso problema di van Basten, che ha detto basta a 28 anni. Certi giorni non riuscivo a scendere dal letto. Piangevo di rabbia e mi dicevo: non può finire così. Stavo male, così male che sono andato da un amico medico e gli ho chiesto di amputarmi le gambe. L'ho pregato, ho insistito. Gli ho detto che quella non era più vita. Operazione era una soluzione che rincorrevo da almeno 6-7 anni. Fra 40 giorni, tolto il tutore, sapremo se il dolore è scomparso e potrò finalmente camminare come una persona normale".