Ieri si sono celebrati i funerali di Esperia Galloni, la mamma di Antonio De Falchi, il tifoso romanista ucciso a Milano il 4 giugno 1989 nei pressi di San Siro prima di Milan-Roma. Una cerimonia sobria che si è tenuta a partire dalle 14 presso la chiesa San Giovanni Leonardi a Torre Maura, la stessa dove furono celebrati i funerali di Antonio. A distanza di poche strade c'è l'abitazione in cui è cresciuto e il murales che dopo anni tiene sempre viva la memoria sui «fatti di Milano».

Il ricordo è il sentimento che non è mai scemato nel tempo intorno alla famiglia De Falchi, per questo quando venerdì scorso si è sparsa la notizia della morte di Esperia (all'età di 89 anni) sotto la sua abitazione è apparso uno striscione firmato dal gruppo Roma: «Ciao Esperia, mamma di tutti i romanisti». Un abbraccio che è proseguito anche nei giorni seguenti con i tanti messaggi di cordoglio apparsi sulle bacheche social dei tifosi giallorossi e soprattutto con gli altri striscioni esposti in Curva Sud prima di Roma-Cagliari («Ciao mamma Esperia, adesso abbraccia Antonio» e «Ciao Mamma coraggio»).

In chiesa, accanto al feretro, c'erano le ghirlande di fiori con i colori giallorossi e i nomi dei gruppi organizzati della Curva che hanno accompagno l'ingresso della bara in rispettoso silenzio. Alla cerimonia ha preso parte anche Sebino Nela. Ha aspettato che il feretro entrasse e che tutti prendessero posto per scendere dall'auto e entrare in chiesa. Ha seguito la funzione in uno dei banchi in fondo alla chiesa. Gli occhiali scuri non bastano a nascondere il viso commosso e le lacrime, trattenute a stento, mentre la bara esce dalla chiesa. Per Nela si tratta di un dolore lungo 30 anni: faceva parte anche lui, insieme a Angelo Peruzzi e al presidente Dino Viola, della delegazione della Roma presente ai funerali di Antonio.

E da quella sua espressione contratta è possibile immaginare che al dispiacere per la morte di Esperia si sovrapponga quello del ricordo per la tragica fine di Antonio. All'esterno della chiesa ci sono quasi un centinaio di ragazzi della Sud che si sono stretti attorno ai parenti e hanno accolto il passaggio della salma con un lungo applauso e due striscioni: «Mamma Esperia non morirà, come Antonio vivrà per l'eternità» e «Sarai per sempre esempio di forza e grande dignità, la pace sia con te mamma Esperia».

Dopo qualche minuto di pausa c'è qualcuno che grida «Ciao mamma Esperia» e un nuovo applauso squarcia il silenzio che era calato nello spazio antistante il sagrato. È la famiglia De Falchi allargata, quella che tutti gli anni tiene vivo il ricordo di Antonio con un torneo dedicato alla sua memoria e non ha mai lasciato soli i fratelli e le sorelle: Maria, Luisa, Alvaro, Massimo, Maurizio, Marco, Anna e, naturalmente, mamma Esperia. Adesso potrà finalmente riabbracciare il suo Antonio. Che la terra le sia lieve.