Legamenti crociati e terzini: un binomio che, dalle parti di Trigoria, negli ultimi anni sembra sempre più assumere i contorni di una maledizione. Zappacosta è soltanto l'ultimo di una lunga serie di infortuni che ha coinvolto gli esterni giallorossi negli ultimi anni. Alcuni dei quali hanno dovuto anche fare i conti con ricadute che hanno ulteriormente allungato gli stop. Corsie affollate, ma purtroppo per lo più in infermeria: da Rudiger (che, pur essendo un centrale, ha agito anche sulla fascia con Spalletti) all'ex Chelsea, in tre anni sono nove gli infortuni che hanno visto interessati i legamenti crociati.

Il crack del tedesco risale al 7 giugno del 2016, durante il primo allenamento con la sua nazionale in vista degli Europei in Francia. Complice l'estate di mezzo, Antonio torna a disposizione di Spalletti alla decima giornata, giocando 11' al Mapei contro il Sassuolo il 26 ottobre. Quel giorno, però, a fermarsi è Florenzi, che dopo un contrasto all'altezza della metà campo resta a terra e viene portato fuori in lacrime sulla barella. Al tecnico, che si avvicina per sincerarsi delle sue condizioni, Ale anticipa quella che sarà la diagnosi del giorno dopo: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. La stagione del numero 24 finisce lì, perché a febbraio una ricaduta lo costringe ad altri quattro mesi abbondanti di stop. Ma già in estate, dopo Rudiger, durante la tournée negli Usa si ferma anche Mario Rui: anche per il portoghese è il sinistro anteriore a cedere. La stagione si chiude con Emerson Palmieri, che esce in lacrime contro il Genoa nella partita d'addio di Francesco Totti, ma resta all'Olimpico per salutare il Dieci. La sfortuna non risparmia neanche la Primavera giallorossa: il 31 maggio 2016 Abdullahi Nura, già fermato a metà stagione da un problema cardiaco, si sottopone a un intervento per «correggere un complesso infortunio al ginocchio destro riguardante il legamento crociato posteriore e il menisco interno».

Nel luglio del 2017 è la volta del giovane Luca Pellegrini, aggregato al ritiro della prima squadra. Il classe '99, guarito a tempo di record, appena rientrato riporta la rottura della rotula, senza interessamento dei legamenti stavolta. Per quanto riguarda i ragazzi a disposizione di Alberto De Rossi, l'episodio più recente è quello di Devid Bouah: a novembre 2018 è il legamento anteriore del ginocchio destro a cedere; dieci giorni fa, il terzino destro diciottenne ha riportato la rottura di quello sinistro. E la Roma, con un bellissimo gesto, ha deciso di rinnovargli il contratto fino al 2024. Doppio ko anche per Rick Karsdorp: per l'olandese (che appena arrivato si era sottoposto a un intervento di pulizia del ginocchio) la diagnosi arriva dopo la prima presenza in maglia giallorossa, nella notte tra il 25 e il 26 ottobre. Nel suo caso è il crociato anteriore sinistro a cedere: sei mesi di stop e stagione finita. Al di là delle corsie laterali, la maledizione del crociato ha colpito in totale undici difensori negli ultimi quattro anni. Ai calciatori già citati vanno aggiunti infatti anche Elio Capradossi - che va ko il 4 settembre 2015 durante una partita con la nazionale Under 20 - e William Bianda. Il francese è costretto a fermarsi a febbraio per la rottura del crociato del ginocchio destro. Senza dimenticare i casi dei non difensori: da Strootman (costretto a sottoporsi a tre interventi in poco più di un anno) a Ponce, la sfortuna continua a perseguitare i calciatori giallorossi, di fascia e non.