«Roma-Cagliari è la mia partita». E non potrebbe essere altrimenti per Massimiliano Cappioli: romano, romanista, esploso calcisticamente in Sardegna prima di tornare in giallorosso. «Ho ricordi fantastici degli anni di Cagliari. In rossoblù mi volle Ranieri dopo avermi visto giocare con la Primavera della Roma, e in due anni dalla C1 arrivammo in serie A, per poi salvarci con una grande stagione. A Cagliari ho lasciato un pezzo di cuore, mi ci sono fatto grande, sono diventato calciatore lì. La città mi ha voluto bene e io sono tanto affezionato ai cagliaritani. Ma Roma è un'altra cosa: è casa mia, sono nato romanista, soffro per la squadra, sono tifoso a tempo pieno».

Otto partite ufficiali, abbastanza per tracciare un primo bilancio sulla nuova Roma?
"È presto per dare un giudizio. A me la squadra piace, finora ha fatto bene a parte la gara persa contro l'Atalanta. Tutti questi infortuni non hanno dato la possibilità all'allenatore di mandare in campo una sua squadra ideale, quella che è nella sua testa. Per questo considero la Roma ancora un cantiere aperto, ma si vede una chiara identità di gioco. Nonostante le assenze, nel complesso sta andando bene considerando anche che stiamo parlando di una squadra cambiata in parecchi singoli e reduce da una stagione negativa".

Fonseca...
"Mi piace. Viene da un altro calcio, da un campionato completamente diverso dal nostro, ha bisogno del suo tempo per ambientarsi. È un allenatore con personalità, la squadra lo segue, i giocatori lo apprezzano, ha un'idea ben precisa, deve acquisire fiducia ed esperienza. Può fare molto bene".

Che idea ti sei fatto della maledizione infortuni?
"Forse i giocatori di oggi hanno i muscoli più deboli rispetto a quelli dei tempi miei. Scherzi a parte, è davvero una maledizione, iniziata lo scorso anno e proseguita in questo inizio di stagione. L'infortunio a Pellegrini non ci voleva, proprio adesso. Si farà sentire anche l'assenza di Mkhitaryan, per fortuna che c'è la sosta".

Pellegrini erede di Totti e De Rossi?
"Perché no. È cresciuto tanto anche caratterialmente. Ma lo vedo in mezzo al campo, non sulla trequarti. In questa Roma per stare dietro a Dzeko, è perfetto Mkhitaryan. Lorenzo deve partite da più lontano".

E domenica c'è il Cagliari...
"Sarà dura perché quella di Maran è davvero una bella squadra. È in ottima salute, le cose stanno andando bene e c'è tanto entusiasmo. La piazza rossoblù la conosco, quando le cose vanno come devono andare, il popolo sardo diventa un'arma in più. Inoltre ci sono giocatori validi, a quanto pare ci sarà anche Nainggolan e sarà un pericolo in più per la Roma. Ma se Dzeko...".

Se Dzeko...
"Per fortuna è rimasto con noi, sarebbe stata una grave perdita lasciarlo andare via. È un leader e un trascinatore, oltre ad esser un attaccante fanstastico. Fa reparto da solo, e segna in tutti i modi possibili. Mi dispiace che non sia esploso Schick, credevo molto in lui ma dopo due stagioni passate ad aspettarlo era giusto che partisse. Ha un carattere particolare, ha subìto la pressione di Roma, quando entrava in campo non era sereno. Lo scorso anno con le cose che andavano male si è fatto travolgere".

Zaniolo...
"Deve crescere, è ancora giovane. Ha potenza, tecnica, tanta fisicità, ma ha bisogno di un altro po' di tempo per maturare. A me piace come esterno, la fascia è il posto giusto per permettergli di mettere in risalto le sue qualità. È un patrimonio della Roma".

Veretout...
"Mi piace tantissimo, lo seguivo con attenzione alla Fiorentina. Può essere un elemento fondamentale di questa Roma: reattivo, cattivo, sa portare palla e diventa devastante, a Bologna ne ha dato un assaggio. Con Cristante, Pellegrini e Diawara lì in mezzo siamo in buone mani".

Gli obiettivi...
"Tornare in Champions League e arrivare il più lontano possibile in Europa League e Coppa Italia, due competizioni che la Roma può vincere".