Un pomeriggio e una prima serata da dimenticare, per la Roma e per i suoi tifosi. Quello della prima sconfitta della gestione Fonseca, un passo indietro che pesa in un momento in cui il vento sembrava soffiare nella direzione giusta, prima di impattare nella banda Gasp. Sì, proprio Gian Piero Gasperini, il tecnico che in estate sembrava lì lì per firmare con la Roma e che poi ha deciso di rimanere a Bergamo per la Champions, accolto nell'indifferenza più totale dello stadio Olimpico e dai 31.832 spettatori.

C'è un dettaglio, che forse non è un dettaglio. Che ai tifosi di calcio, ma soprattutto a quelli della Roma, la partita del mercoledì (tardo) pomeriggio non va giù tanto tranquillamente. Permessi al lavoro, corse in macchina, gente che scalpita nel traffico, serpentine con lo scooter, la ricerca di un parcheggio troppo spesso alla dove capita. Un po' di nervosismo, tutto per una passione: la Roma. E poi i tornelli, i controlli, le file e in alcuni casi, neanche troppo isolati, l'ingresso a partita iniziata (anche stavolta i vari settori dello stadio si sono riempiti in corso d'opera, con una sensazione abbastanza netta). Ne sanno qualcosa anche i tifosi atalantini, comparsi in massa (ma pochi) nel settore ospiti come per magia solo all'11' del primo tempo.

Il dettaglio è che non è più una novità. «Mercoledì alle 19? Così il calcio muore», recitava lo striscione appeso su Ponte Duca d'Aosta, a due passi dall'ingresso dell'Olimpico, firmato "Fucking Dreamers", che provava ad accendere nuovamente i riflettori sulla questione degli orari delle partite di Serie A. In particolare Roma-Atalanta, in programma alle 19 di oggi, è stata prevista in orario lavorativo, o quasi, in un giorno feriale: una scelta che, per favorire lo "spezzatino" televisivo, svantaggia chi finisce di lavorare proprio a quell'ora.

Non è mancata l'occasione per il cuore caldo del tifo giallorosso di ricordare Giggetto, tifoso del gruppo dei Fedayn, recentemente scomparso e già omaggiato a Bologna: «Una peste tra gli angeli» e «Ciao Giggetto», gli striscioni della parte destra della Sud, «Io sono colui che afferra il sole e via verso il Valhalla, ammiratemi», (da Mad Max , film con Charlize Theron).

Applausi speciali alla lettura delle formazioni per il debuttante, l'inglese Chris Smalling, unica nota non stonata della 5ª giornata romanista, che si è presentato con la consueta coda e la gloriosa maglia numero 6. Che, se manterrà le premesse registrate ieri, darà una grossa mano alla squadra di Fonseca. Applausi reciproci tra squadra e Curva Sud alla fine della partita, dopo un sostegno senza fine a una squadra che non si è di certo risparmiata.