Se l'iniziativa della Roma è stata possibile e ha riscosso il successo che merita, gran parte del merito è da attribuirsi alle associazioni alle quali il club si è appoggiato. In Italia è "Telefono Azzurro", da decenni impegnato nel sostegno ai minori in difficoltà, l'ente benefico che ha reso la campagna attuabile. Ne abbiamo parlato con il Presidente, il professor Ernesto Caffo.

Come avete accolto la proposta di collaborazione della Roma per la campagna di sensibilizzazione sui bambini scomparsi?
«Abbiamo accolto favorevolmente questa importante iniziativa arrivata dalla AS Roma, dopo aver riflettuto sulle possibili implicazioni che possono esserci nel momento in cui si decide di trattare un tema tanto delicato e sensibile per le famiglie coinvolte e per le forze dell'ordine impegnate nella ricerca dei minori scomparsi. Nel decidere di aderire ha certamente prevalso l'idea che era importante sensibilizzare l'opinione pubblica su un fenomeno così diffuso e drammatico che colpisce moltissimi bambini e adolescenti. Basti pensare che solo negli Stati Uniti, secondo l'International Centre for Missing & Exploited Children, ogni anno ci sono più di 400mila segnalazioni di scomparse, nel Regno Unito 80mila. Tuttavia, è solo un'istantanea del problema. In molti paesi le statistiche non sono disponibili per la difficoltà di recuperare le segnalazioni».

Siete soddisfatti dei risultati raggiunti? Si può fare di più e in questo caso con quali modalità?
«Grazie a questa iniziativa in soli due mesi cinque bambini scomparsi da anni sono stati ritrovati. Mi sembra un risultato eccellente. Reso possibile dalla collaborazione con il GMCN – Global Missing Children's Network – una rete di livello mondiale, di cui fa parte anche Telefono Azzurro, che vede lavorare assieme le istituzioni e organizzazioni non governative di trenta paesi in cinque continenti per aiutare a recuperare i bambini scomparsi e rapiti in tutto il mondo. È importante comunicare anche con modalità creative e credibili come quella proposta dalla AS Roma, e riflettere sulla possibilità di trovare soluzioni comuni tra differenti Paesi».

Il calcio (e in generale lo sport) può essere il veicolo giusto per diffondere messaggi sociali di tale importanza?
«Da sempre lo sport è un veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale. Quando il calcio esce dal campo per lanciare messaggi di grande valore sociale, raggiunge altre importanti vittorie. La forza virale e attrattrice delle star dello sport, accompagnata dall'impegno di istituzioni come Telefono Azzurro che da sempre operano per la difesa dei minori, come dimostrano i fatti, diventano collaborazioni estremamente utili per far uscire dal cono d'ombra problematiche anche molto delicate».

Avete in programma qualcosa di simile nell'immediato futuro, affidandovi ancora alla sensibilità di società sportive disponibili?
«Telefono Azzurro è impegnato quotidianamente in un'opera di prevenzione, informazione e sensibilizzazione sui problemi legati al mondo dell'infanzia e dell'adolescenza. La piaga dei bambini scomparsi, così come il fenomeno del bullismo e cyberbullismo, dei crimini sessuali perpetrati a danno dei minori, sono oggetto di campagne in cui la nostra associazione è protagonista insieme a tutti soggetti pubblici e privati che si rendano disponibili. Certo è che il mondo dello sport, come dicevo, è un terreno di gioco utilissimo a veicolare messaggi positivi e può fare molto per aiutarci a monitorare e prevenire alcuni di questi fenomeni».

Da parte di altre società avete riscontrato la stessa disponibilità offerta dalla Roma?
«Non al momento, ma la lodevole iniziativa della AS Roma, già da tempo promotrice di diverse campagne benefiche portate avanti con impegno e attenzione, potrebbe diventare un esempio per altri club»