Roberto Mancini se lo è goduto in tribuna. Perché uno così è un tesoro inestimabile anche per la sua Nazionale. Un'ora di Lorenzo Pellegrini da padrone, assoluto, della partita. In quel ruolo, trequartista centrale, che ha scoperto in un derby che lo e ci fa ancora godere. Ruolo che da quel giorno ha sempre detto essere quello in cui si diverte di più, quello in cui può dare spazio al calcio che ha in testa, rischiando sì, ma con il vantaggio di non causare effetti collaterali controproducenti, un ruolo in cui si diverte e fa divertire. Come contro il Sassuolo, soprattutto in una prima ora di gioco in cui ha ha fatto vedere di tutto e di più.

Un giocatore meraviglioso, completo, totale. Capace di vedere calcio che voi umani non siete neppure in grado di pensare anche dopo averlo visto. Ha spaccato in due il suo vecchio, caro, Sassuolo. La squadra dove era stato spedito in prestito oneroso (per la Roma) camuffato da cessione, per fargli scoprire l'effetto che fa il calcio dei grandi (gli ha fatto un bell'effetto). Ma conservando un diritto di riacquisto importante, dieci milioni, che ora si può solo benedire per averlo esercitato. Complice anche la fedeltà del ragazzo, romano, romanista e che ieri ha davvero cominciato a ripercorrere le orme di chi lo ha preceduto da romano, romanista e campione.

Assist e magie

Quattro gol in trenta minuti e lui, Lorenzo Pellegrini, a disegnare calcio e garantire assist per i compagni. Uno spettacolo. Solo la rete di Dzeko non lo ha visto protagonista, lì ci ha pensato Kolarov a metterla sul piede del bosniaco ritrovato. Negli altri tre il numero sette di De Gregori, ha regalato meraviglie. Cominciando con la rete d'apertura con un calcio d'angolo messo giusto giusto sul capoccione di Cristante. Passando per quella verticalizzazione tottiana (dopo una splendida sponda di Dzeko) con il pallone con i giri contati per il sinistro dell'armeno, un gol che solo chi non ha giocato a calcio può pensare sia stato semplice routine. Finendo con la meraviglia della meraviglia, anche qui scomodiamo il termine tottiano, una verticalizzazione straordinaria per la velocità di Kluivert (ieri miglior partita dell'olandesino da quando è sbarcato da queste parti) lanciato davanti alla porta, un gioco da ragazzi metterla dentro per il primo gol stagionale del ragazzo arrivato dalla terra dei tulipani, al suo secondo gol in campionato dopo quello della passata stagione, potete scommetterci che quest'anno qualcuno in più lo realizzerà.

Il gol arriverà

Alla festa di Pellegrini è mancato solo il gol, anche se dopo una partita così davvero può essere giusto un dettaglio. Che stia pure tranquillo, il gol arriverà anche in maglia giallorossa, è solo questione di tempo. Contro il Sassuolo c'è andato pure vicino con un destro (deviato), nella parte iniziale del secondo tempo, che si è andato a stampare sul palo, in un momento, peraltro, in cui la Roma ogni volta che tirava in porta colpiva un legno (per notizie più dettagliate chiedere a Dzeko e Mancini). In ogni caso, finché ha avuto fiato e condizione, è stato la luce che ha illuminato una partita in cui per sessanta minuti la Roma ci ha fatto capire le sue enormi potenzialità offensive.

Del resto Pellegrini era reduce dal doppio impegno con la Nazionale, pure lì da protagonista, sua la rete del vantaggio contro l'Armenia del suo ormai amico Mikhitaryan. Anche per questo Fonseca lo ha sostituito nella parte finale della partita, consapevole che il giocatore potrà e dovrà essere decisivo anche nelle prossime partite, a cominciare da giovedì prossimo, esordio in Europa League all'Olimpico contro l'Istanbul dei vecchi amici di Under. Qualcuno dirà: ma in quel ruolo di trequartista centrale dietro Dzeko, il giocatore designato non era Nicolò Zaniolo? Vero. Ma a parte che l'abbondanza e la concorrenza possono fare soltanto bene, c'è da dire che Zaniolo può anche giocare da esterno, che le partite saranno tante e che, poi, prima di ogni altra cosa, viene la Roma. Se il modulo migliore prevede Pellegrini trequartista centrale con Veretout (importantissimo) e Cristante mediani, anche Zaniolo capirà che può fare la sua parte pure da esterno offensivo.