Sette esami in ventuno giorni. Roba da studente modello e molto studioso. In questo caso, visto che parliamo di calcio e di Roma, sono sette partite in tre settimane. Non è la prima volta, non sarà l'ultima, del resto il calcio del terzo millennio viaggia a questi ritmi per le squadre che frequentano l'Europa. Alla ripresa del campionato dopo questa prima sosta, la Roma di Fonseca sarà chiamata a un primo tour de force con tutte le incognite del caso. Al di là del nome delle squadre avversarie, visto che Fonseca ha ancora molto lavoro da fare per mettere insieme una Roma uscita dal mercato notevolmente cambiata e, inoltre, con alcuni titolari (Smalling, l'armeno e pure Kalinic) che sono arrivati quando il mercato stava chiudendo i battenti.

Turnover

Le premesse per affrontare un ciclo di partite così ravvicinato, in pratica si andrà in campo ogni tre giorni, non è che siano state improntate all'ottimismo. Se non altro perché in poche settimane, la rosa giallorossa che, sulla carta, può vantare due giocatori per ruolo, si è ridimensionata a causa di quattro infortuni muscolari che, oltretutto, hanno coinvolto quattro esterni, due alti e due bassi, riducendo di parecchio le opzioni a disposizione del tecnico. È probabile che almeno Spinazzola possa essere a disposizione se non per la prima del ciclo (quindici settembre all'Olimpico contro il Sassuolo) almeno per quella successiva, ma certo Fonseca dovrà pensare a qualche variazione nella Roma che si ripresenterà in campo. Oltre a valutare le possibilità di farci vedere subito alcuni dei nuovi acquisti. Cosa che finora, a parte Pau Lopez e in una certa misura Mancini, non è stata cavalcata dall'allenatore arrivato dall'Ucraina. È più che possibile, sfruttando il turnover, che Fonseca decida di farci vedere più di qualcuno dei nuovi arrivati. Pensiamo a Smalling che dovrà impadronirsi della linea difensiva (chi al suo fianco? Mancini o Fazio?). Pensiamo, ovviamente, anche a Mkhtairyan, arrivato in extremis per garantire maggiore qualità nella metà campo avversaria. E pensiamo anche a Veretout, centrocampista con caratteristiche tecniche e tattiche diverse da tutti gli altri che sono a disposizione di Fonseca. In queste sette partite sarà utilizzato anche Diawara, giocatore che fin qui ha fatto una certa fatica, ma che nell'immaginario del portoghese deve rappresentare qualcosa di più di una semplice alternativa nel reparto che, di solito, fa le fortune di una squadra.

Calendario

Dal quindici settembre al sei ottobre, la Roma sarà chiamata a darci almeno un abbozzo di risposta su che ruolo potrà avere in questa stagione sia in campionato che in Europa. Quattro saranno le partite casalinghe (Sassuolo, la prima di Europa League contro l'Istanbul, Atalanta e Cagliari a chiudere il ciclo), tre le trasferte (Bologna, in Austria in casa del Wolfsberg, infine a Lecce nella gara che almeno sulla carta sembra essere la meno impegnativa). Valutandolo nel suo complesso, ma sempre in teoria, è un calendario che potrebbe consentire alla Roma di continuare a lavorare con il conforto di qualche risultato positivo. In questo senso, sarà molto importante il ritorno in campo contro il Sassuolo. Riprendere subito confidenza con la vittoria, darebbe garanzie di serenità anche per le tappe successive.